20.10.17

Torta autunnale alla zucca



Se siete sopravvissuti al ciambellone da colazione con i fagioli nascosti dentro, una torta che nell'impasto ha la zucca dovrebbe sembrarvi almeno rassicurante! ;-D
Beh, se non altro perché in questo periodo, navigando sul web, non è raro che ci si imbatta in dolci e dolcetti in perfetto stile americano, preparati con questo ingrediente che fa tanto autunno (nonché Halloween!).
Visto che ci troviamo, ve lo confesso: la zucca non è tra i miei cibi preferiti! Alcune qualità, dalla polpa di color arancione particolarmente vivo, hanno una consistenza densa ed un sapore dolce che le rendono molto pregiate, ma che tuttavia non sempre incontrano il mio gusto.
Ma come diceva il grande Thomas Eliot, non smetteremo di esplorare, e alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta.
Spero mi perdonerete se ho scomodato un Premio Nobel per una torta, ma non avrei saputo raccontarvi con parole più appropriate delle sue ciò che mi è successo con questa ricetta: mettere da parte le mie forti titubanze rispetto all'impiego della zucca in un piatto che non fosse salato, bensì dolce, mi ha dato l'occasione di vederla sotto una nuova luce e scoprire quanto mi piace!

Con il suo sapore speziato e la sua consistenza umida, questa torta soffice e profumata ricorda molto la Carrot cake.
Partendo da una versione trovata in rete, ho reinterpretato la ricetta in chiave più dietetica: ho sostituito la farina raffinata con una integrale, il burro con l'olio e una parte di zucchero con il miele, anche nella crema della copertura che, essendo a base di yogurt e ricotta, risulta anch'essa molto più salutare e leggera del classico cream cheese.

Anche questa ricetta è studiata per l'appuntamento del venerdì con la rubrica settimanale Il sorriso vien mangiando... sano! curata a quattro mani con la Dottoressa nutrizionista Maria Rosaria Amoroso.
Se volete avere sempre a portata di mano i preziosi suggerimenti della nutrizionista, porle delle domande per sciogliere i vostri dubbi in tema di nutrizione e scoprire le ricette che ogni venerdì vi proporremo, seguite la sua pagina Facebook e il suo profilo Instagram!
Non dimenticate di renderci partecipi dei vostri esperimenti culinari taggandoci nelle foto delle vostre ricette! Le riproporremo sulle nostre pagine per incoraggiare altri lettori a seguire il vostro esempio! :)



PUMPKIN CAKE

dosi per una teglia da 24 cm di diametro





per la torta

300 gr di purea di zucca *
200 gr di farina integrale
200 gr di zucchero di canna
50 gr di miele di acacia
2 uova
70 ml di latte
70 ml di olio di semi
2 cucchiaini rasi di all spices (o 1 di cannella, 1/2 di noce moscata e 1/4 di pepe)
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato


per la copertura

150 gr di yogurt greco intero
100 gr di ricotta
1 cucchiaio di miele



* Da 380 gr ca. di zucca cruda. Cuocetela in forno a microonde oppure a vapore e, quando è tenera, frullarla e farla raffreddare.




In una ciotola, setacciate e miscelate la farina, le spezie, il lievito e il bicarbonato.

In un'altra terrina, diluite la purea di zucca con il latte e tenete da parte.

In un'ampia ciotola, sbattete lo zucchero con l'olio, aggiungete il miele e incorporate le uova una alla volta, sbattendo bene.
Aggiungete la purea di zucca, poca per volta e alternandola con la miscela di polveri, fino ad esaurimento degli ingredienti. Otterrete un impasto abbastanza liquido.

Versate l'impasto ottenuto nella teglia unta e infarinata e cuocete in forno preriscaldato a 170°C per circa 50' minuti (fa fede la prova dello stuzzicadenti). L'impasto tenderà ad asciugarsi velocemente lungo i bordi e lentamente al centro.
Attendete che la torta si sia completamente raffreddata prima di servirla con la copertura, che preparerete semplicemente frullando con le fruste elettriche gli ingredienti (aggiungendo il miele solo alla fine).



NOTE:

- Se potete, scegliete una qualità di zucca poco acquosa.

- La torta senza la copertura si conserva fino a 3 giorni in frigorifero, coperta da pellicola.




16.10.17

Pistacchio... al cubo: Torta "Tripudio di Pistacchi"!




Amore mio, è semplicemente meravigliosa! Non ho parole, LA VOGLIO SEMPRE!
Ecco come il futuro marito ha commentato questa torta! :-D
Da un paio d'anni ha scoperto di avere un'accanita passione per i pistacchi: pizze e gelati, piatti di pasta e croissants... dal dolce al salato, non c'è golosità preparata con questo ingrediente che non passi al suo vaglio!
Li adora così tanto che, quando gli ho chiesto che dolce desiderasse per il suo onomastico, per la prima volta mi ha dato carta bianca e una sola condizione: che fosse a base di pistacchi!
Il nome che ho scelto per la torta che ho realizzato ne descrive pienamente la sua essenza: è un dolce che sa veramente di pistacchio.
So che molti di voi, golosi dal palato fine, non troveranno affatto scontata la mia affermazione.
Se il noto detto popolare come spendi, così mangi esprime una saggia verità, infatti, per questi piccoli, deliziosi frutti a guscio interpreta la verità: l'unico modo per garantirsi dei pistacchi di qualità è pagarli quanto costano, vale a dire un bel po'.
Specialmente se la vostra scelta, così come la mia in questa occasione, ricade sull'eccellenza italiana, il pistacchio di Bronte D.O.P., il cosiddetto oro verde di Sicilia (eh sì, doveva esserci un buon motivo per dargli questo appellativo!).



È vero che l'amore ti fa fare l'impossibile: a me mi ha tenuta incollata allo schermo del PC per un giorno intero a cercare online pistacchi di Bronte a un prezzo che non valesse l'estrazione di un dente! Alla fine mi è andata bene perché ne ho acquistati solo 250 grammi da un'azienda siciliana che me li ha fatti recapitare in soli due giorni insieme ad un delizioso omaggio! Grazie al Sig. Giuseppe Giaimo di Gocce di Sicilia per il gentile pensiero!




Per quanto riguarda la farcitura e la copertura, sono andata su un'altra eccellenza, stavolta tutta partenopea: la Galamella® al pistacchio!
Nata poco più di tre anni fa come alternativa salutare alla crema spalmabile al cioccolato e nocciola più famosa del mondo (essendo priva di olio di palma, senza additivi, senza conservanti e con un'alta percentuale di nocciole avellane), la Galamella si trova oggi in una vasta gamma di gusti e la varietà al pistacchio è senz'altro una delle più prelibate.
Al momento dell'acquisto ero rimasta un po' turbata dal suo colore quasi tendente al marrone, ma l'assaggio mi ha rassicurata: il colore scuro è dovuto al processo di tostatura a cui vengono sottoposti i pistacchi e all'utilizzo dell'olio extra vergine di oliva.



Il suo sapore si sposa a meraviglia con quello della base della torta che, grazie alla cottura prolungata dell'impasto a temperatura moderata, regala un aroma di pistacchi tostati davvero speciale.
In definitiva: se siete amanti dei pistacchi, questa ricetta scalerà la classifica della vostra top ten, ma in guardia: se volete barare sulla scelta della materia prima... conservate le energie per farvi una passeggiata in pasticceria! :-p




TORTA TRIPUDIO DI PISTACCHI
dosi per una teglia da 22 cm di diametro




per la torta

4 uova medie
75 gr di olio di semi
150 gr di zucchero
150 gr di pistacchi finemente tritati (io di Bronte DOP)
80 gr di farina "00"
8 gr di lievito per dolci (mezza bustina)
un pizzicotto di sale


per la farcitura

150 gr di Galamella® al pistacchio


per la mousse al pistacchio

200 gr di panna fresca
100 gr di Galamella® al pistacchio
20 gr di zucchero a velo


per decorare

una manciata di pistacchi al naturale, grossolanamente tritati




Montate per circa 10 minuti le uova insieme allo zucchero e all'olio (per chi ce l'ha, la planetaria è utilissima).

Nel boccale di un mixer, frullate finemente i pistacchi con la farina e il lievito, fino a ottenere una miscela piuttosto omogenea.

La vedete la "polvere di oro verde"?!


Incorporate la miscela a base di pistacchi alla montata di uova, con delicati movimenti di spatola dall'alto verso l'alto.





Versate l'impasto nella teglia leggermente unta e cuocete la torta in forno preriscaldato a 175° per circa 45 minuti (alla solita prova stecchino, lo stuzzicadenti dovrà uscire asciutto ma con attaccata qualche minuscola briciola umida di torta).
Lasciate raffreddare la torta nel forno con lo sportello leggermente aperto per evitare che si abbassi.

Tagliate trasversalmente la torta ormai fredda e farcitela con la Galamella stesa in uno strato sottile.

Coprite la torta con una mousse che preparerete incorporando, alla panna montata, lo zucchero a velo e la Galamella al pistacchio.

Decorate a piacere con i pistacchi tritati grossolanamente.




13.10.17

Aperi...funghetti!




L'uva, succosa, "croccante" e zuccherina.
La ricotta, delicata e cremosa.
Il pecorino, saporito e con quella vaga nota piccante.
Infine i pistacchi, dolci, che crocchiano piacevolmente sotto ai denti.
Riuscite a "sentirlo" questo concerto di sapori e consistenze?
No perché io non posso dirvi altro su questo sfiziosissimo finger food: è una ricetta che si commenta da sola, grazie alla semplicità dei suoi pochi ma buoni ingredienti!
Aperifunghetti perché, nel mettere ad ogni bocconcino farcito il suo "cappello", non ho potuto fare a meno di esclamare: "sembrano proprio dei funghetti!"
Preparateli con l'ultima uva di stagione, magari insieme ai piccoli di casa per divertirvi con loro, e serviteli tra gli antipasti in un buffet oppure come aperitivo: originali e raffinati, gustosi ma leggeri, si preparano in un attimo e vi faranno fare un figurone!

Anche questa ricetta è stata messa a punto per la rubrica settimanale Il sorriso vien mangiando... sano! curata a quattro mani con la Dottoressa nutrizionista Maria Rosaria Amoroso.
Se volete avere sempre a portata di mano i preziosi suggerimenti della nutrizionista, porle delle domande per sciogliere i vostri dubbi in tema di nutrizione e scoprire le ricette che ogni venerdì vi proporremo, seguite la sua pagina Facebook e il suo profilo Instagram!
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BOCCONCINI DI UVA CON MOUSSE DI RICOTTA AL PECORINO
E GRANELLA DI PISTACCHI

dosi per circa 40 pezzi



150 gr di ricotta vaccina
40 gr di pecorino romano grattugiato
40 grossi acini di uva da tavola
una manciata di pistacchi tritati grossolanamente (o granella pronta)




Staccate delicatamente i chicchi d'uva scelti dai loro pedicelli e lavateli accuratamente.

Tagliate trasversalmente i chicchi d'uva (in modo da eliminarne circa 1/3, dalla parte dove non era attaccato il pedicello - quella senza buchino, per intenderci) e tenete da parte le calottine ottenute.

Con la punta di un coltello o uno stuzzichino, eliminate solamente la parte centrale che contiene i semi, e se i chicchi d'uva non volessero saperne di stare in piedi tagliate di pochissimo anche la base (ma solo il minimo che basta ad appianarla).


(È l'ora della ricetta sana! - Dal mio profilo Instagram)



Sbattete la ricotta con il pecorino, fino a ottenere un composto omogeneo.
Trasferite la mousse ottenuta in una siringa per dolci e riempite con essa le parti svuotate degli acini d'uva dopo averne passato i bordi nella granella di pistacchi.

Sistemate i chicchi via via farciti nel piatto da portata su cui li servirete e usate le calottine tenute da parte per fargli tanti cappellini.
Conservate i bocconcini in frigorifero fino al momento di servirli.






NOTE:

- Non saprei dirvi quanto tempo si conservano i bocconcini perché qui non sono durati nemmeno un'ora! Tuttavia suggerisco di consumarli nella stessa giornata in cui li preparate.

- Per una versione dolce, sostituiamo il pecorino con del miele o del cioccolato fondente fuso. Possiamo variare anche sulla frutta a guscio utilizzata.


10.10.17

Profumo di... Almond Rolls




Con il lievito fresco, con quello disidratato, col calcolo spaccato delle dosi, con i dovuti studi preparatori e pure con le coperte di lana in pieno agosto: le ho provate tutte, affinché la magia accadesse.
Ma c'è poco da fare: gli impasti lievitati, in mano a me, non lievitano manco a pomparli col compressore.
Vi giuro che non lo so dov'è che sbaglio; fatto sta che, puntualmente, mi ritrovo con delle masse non meglio identificate spatasciate sulla teglia.



Sono passati quasi quattro anni ormai da quando, su queste pagine, performavo questa tenera autocommiserazione.
Ebbene, con oggi si apre una nuova era in casa Il sorriso vien mangiando:

HO ESEGUITO ALLA PERFEZIONE UN LIEVITATO DI ADRIANO CONTINISIO!!!  **______**


(grida di giubilo, standing ovation, concerto della banda musicale e fuochi d'artificio)


Dire che ho impiegato un'ora a setacciare parola per parola la ricetta dei suoi rolls è un eufemismo.
Se già normalmente ci avrei messo la massima cura, stavolta sentivo ancora più grande la responsabilità di preparare un dolce impeccabile: era destinato ad essere la colazione con la quale sarei romanticamente andata a svegliare il mio futuro sposo la mattina del suo omomastico! ;-p



Lui è un amante sia dei lievitati (è stato abituato molto bene da sua madre, che ne prepara di buonissimi), sia delle mandorle: ecco perché ho pensato subito a qualche ricetta di Adriano e la mia scelta non poteva che ricadere su questi rolls, che non sono altro che una variante alle mandorle dei tradizionali Cinnamon Rolls - o Kanelbullar, a seconda che gli attribuiamo paternità svedese o americana! ;-)
Vero è che, foglio con dosi e passaggi super precisi alla mano, l'impasto si è praticamente fatto da solo.
La planetaria è un aiuto validissimo per chi ce l'ha (e per chi, come me, è alle prime armi con i lievitati, soprattutto se relativamente elaborati), ma anche un frullatore/impastatore automatico può aiutarci, perché ci consente di tenere libere le mani e impegnare solo il cervello, rimanendo pienamente concentrati sui vari passaggi della ricetta.
Concedendosi qualche trascurabile licenza sul procedimento "professionale" del suo autore, con meno sforzo del pensabile si ottiene un lievitato dolce meraviglioso, che offre l'impagabile vantaggio di "lievitare" in frigorifero durante la notte e poter essere infornato con calma la mattina dopo.
Una pasta brioche leggera e morbidissima, dal sapore che ricorda vagamente quello del pandoro e della colomba, buona perfino fredda di frigo il giorno dopo - sì lo so, mi inginocchio io sui ceci al posto di mia madre, che ce l'ha messa! ;-)
Qualche piccola riserva solo sulla farcitura, che per me (che se non sono costretta a leccarmela pure dal piatto godo solo a metà) era un po' risicata, e sulla glassa, che ho interamente reinventato per renderla quanto più possibile simile a quella che nappa i classici Cinnamon Rolls assaggiati a Vancouver la scorsa estate.
Qui di seguito le mie dosi: fatemi sapere se vi cimentate nell'impresa... e sì, FATELO, perché ne vale davvero la pena! ;-)






ALMOND ROLLS
dosi per circa 10 rolls





per la pasta brioche

250 gr di farina 0
50 gr di acqua
1/2 cucchiaino di lievito
50 gr di latte
1 uovo intero (50 gr peso da sgusciato)
40 gr di zucchero
40 gr di burro
5 gr di lievito fresco (o 2 gr di quello secco, tipo Mastro Fornaio)
4 gr di sale
zeste di limone


per la crema di mandorle

60 gr di mandorle
60 gr di burro
60 gr di zucchero
1 cucchiaino raso di amido di mais
un paio di biscotti Amaretti o di Cantucci
1 cucchiaio di liquore Amaretto


per la glassa alla mandorla

70 gr di burro
50 gr di zucchero a velo
30 gr di formaggio cremoso spalmabile
20 gr di acqua
20 gr di zucchero semolato
20 gr di liquore amaretto
una manciata di mandorle




Preparate il lievitino: in una tazza, sciogliete il lievito e il miele nell'acqua appena tiepida, quindi aggiungete alla miscela 50 gr della farina (presa dal totale) e la zeste di limone grattugiata.
Coprite e lasciate riposare fino al raddoppio (circa mezz'ora).



Nel frattempo, sciogliete il burro in un bicchiere e amalgamatevi lo zucchero.
Lasciate raffreddare.


Preparate l'impasto: nella planetaria (o nello sbattitore automatico) unite il lievitino, l'uovo (tenete da parte un goccio di albume: vi servirà per sigillare i bordi del rotolo farcito!), il latte e altri 100 grammi di farina e iniziate ad impastare alla potenza più bassa (io ho utilizzato la frusta a K ma va bene anche il gancio).
Aggiungete infine il sale e poi altri 50 gr di farina, aumentando leggermente la potenza dell'impastatrice. L'impasto tenderà a staccarsi dalla ciotola.

Aggiungete la crema di burro e zucchero ormai fredda un cucchiaino alla volta, alternandola con gli ultimi 50 gr di farina, da inserire un cucchiaio alla volta (io non l'ho usata tutta perché l'impasto mi sembrava già abbastanza asciutto, quindi suggerisco di regolarvi anche voi a occhio).

Continuate a lavorare l'impasto a potenza media, per circa 10 minuti, ribaltandolo spesso.

Coprite e lasciate lievitare fino al raddoppio (circa 3 ore).

Preparate la crema di mandorle: nel boccale di un mixer, frullate le mandorle insieme allo zucchero, impastate la miscela ottenuta con il burro ammorbidito e aggiungete anche i biscotti sbriciolati, l'amido e il liquore.

Formate il rotolo: rovesciate l'impasto lievitato su un canovaccio pulito e leggermente infarinato e, con il matterello, stendetelo in un rettangolo dello spessore di poco meno di 1 cm.
Stendete uniformemente la crema, lasciando liberi solo le due basi del rettangolo di pasta, che andrete a pennellare con il pochissimo albume tenuto da parte.
Aiutandovi con il canovaccio, cominciate a sollevare la pasta per arrotolarla su se stessa dal lato lungo e formate un rotolo, facendo in modo che la chiusura rimanga sotto.

Tagliate via le due estremità del rotolo (potrete farle lievitare e cuocere in una piccola ciotola a parte per avere delle briochine), quindi con una spatola di acciaio o un coltello a lama liscia praticate dei tagli netti e formate tanti rotolini di circa 3 cm di spessore.

Disponete i rotolini ricavati in una teglia unta (io ne ho usata una da 22 cm di diametro), in orizzontale e leggermente distanziati tra di loro.



Trasferite in frigorifero e lasciate maturare l'impasto per 12 ore.

Il mattino seguente estraete la teglia dal frigorifero e lasciate lievitare i rolls a temperatura ambiente per circa 2 ore.




Preparate la glassa: montate a crema il burro, il formaggio e lo zucchero a velo.
Fate bollire per un paio di minuti l'acqua con lo zucchero, aggiungete il liquore e unite lo sciroppo così ottenuto alla crema di burro.
Unite infine anche le mandorle frullate finemente al mixer e mescolate bene. La consistenza ideale della glassa sarà leggermente più densa di quella di una crema inglese.



Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per circa 30 minuti. I rolls saranno pronti quando risulteranno dorati in superficie.
Copriteli con la glassa non appena sfornati e serviteli caldi o tiepidi nella stessa teglia, staccandoli uno alla volta con l'aiuto di un cucchiaio.
Serviteli se volete con altra glassa a piacere, guarniteli con le mandorle grossolanamente tritate e gustateli, magari a colazione, in compagnia della vostra dolce metà e di una bella tazza di caffellatte. ;-)





NOTE:

- Dopo la guarnizione del dolce vi avanzerà della glassa: servitela in una salsiera insieme alla brioche. Si conserva anche in frigorifero fino a 2 giorni, coperta con pellicola alimentare e riportata a temperatura ambiente mezz'ora prima di utilizzarla.

- Per una fragranza di mandorla ancora più intensa, aggiungete all'impasto qualche goccia di aroma di mandorle. Potete anche aumentare le dosi di liquore Amaretto nella crema e nella glassa, a patto che non influenzino la loro cremosità.


29.9.17

Spiedini di Pesce spada e Melanzane



Chi di voi ha avuto la fortuna di assaggiare un bel piatto di ravioli ripieni di pesce spada e melanzane o un bel piatto di pasta condito con un sugo che vede protagonista il connubio tra questi due ingredienti sa a quale golosità mi riferisco! ;-D
Non sempre, però, possiamo portare in tavola piatti elaborati, sia per mancanza di tempo, sia per esigenze nutrizionali.
Eppure con un pizzico di fantasia possiamo creare ugualmente, dal matrimonio felice di questi due ingredienti, un piatto che, in poche e semplici mosse, soddisfi sia il palato che la dieta.
Marinare il pesce spada, in particolare, è un modo interessante di esaltarne il sapore e preservarne la consistenza.
La componente acida della marinata (in questo caso il succo di limone) scompone le proteine del  pesce spada (molto carnoso), rendendolo più tenera e "permeabile" ad altri sapori; la componente grassa (solitalmente data dall'olio di oliva) trattiene gli umori e il sapore naturale del pesce, impedendone la disidratazione sia prima che durante la cottura; infine la componente aromatica (nel nostro caso il mix di menta, buccia di limone, aglio e olive) aggiunge sapore e personalità.
Accostate al pesce così preparato alla cottura, anche le melanzane vedono il loro sapore esaltato e catturano gli altri.
Se volete stupire i vostri commensali con poca fatica e tanto sfizio, questi spiedini fanno al caso vostro!


Anche questa ricetta è studiata per l'appuntamento del venerdì con la rubrica settimanale Il sorriso vien mangiando... sano! curata a quattro mani con la Dottoressa nutrizionista Maria Rosaria Amoroso.
Se volete avere sempre a portata di mano i preziosi suggerimenti della nutrizionista, porle delle domande per sciogliere i vostri dubbi in tema di nutrizione e scoprire le ricette che ogni venerdì vi proporremo, seguite la sua pagina Facebook e il suo profilo Instagram!
Non dimenticate di renderci partecipi dei vostri esperimenti culinari taggandoci nelle foto delle vostre ricette! Le riproporremo sulle nostre pagine per incoraggiare altri lettori a seguire il vostro esempio! :)




SPIEDINI DI PESCE SPADA E MELANZANE

dosi per 4 persone (8 involtini)




800 gr di tranci di pesce spada
2 melanzane lunghe (tipo violette di Napoli)
8 cucchiai di olio extravergine di oliva
una grossa manciata di foglie di menta fresca
il succo di un piccolo limone e la sua buccia
una manciata di olive nere
1 spicchio d'aglio
1/2 cucchiaino di sale



Per prima cosa, tagliate le melanzane a fettine abbastanza sottili (non più di 0,5 cm di spessore), disponetele in uno scolapasta e poggiatevi un peso sopra affinché perdano un po' della loro acqua vegetale.

Nel frattempo preparate la marinata: in una terrina di vetro o ceramica, riunite il sale, il succo e la buccia di limone, l'olio, l'aglio tagliato in quarti, le olive nere snocciolate e la menta grossolanamente tritata.
Mescolate bene e lasciate insaporire per almeno mezz'ora.

Pulite e lavate bene il pesce (se surgelato, procedete non appena si sarà scongelato), quindi tagliatelo a tocchetti non troppo piccoli.
Ripassate i pezzetti di pesce nella marinata, trasferite in frigorifero e lasciate marinare per circa 20 minuti. Per queste dosi e per questo tempo non è necessario che il pesce sia completamente coperto dalla marinata.

Infilate ciascun tocchetto di pesce spada nello spiedo, alternando con le fettine di melanzana. Gli spiedini dovrebbero avere 4-5 tocchetti di pesce spada ciascuno.
Disponete gli spiedini via via pronti in una teglia di vetro o ceramica e distribuitevi la marinata rimasta prima di infornarli.




Cuocete a 180° per 20-25 minuti, girando gli spiedini ogni tanto e raccogliendo con un cucchiaio, a metà cottura, il sughetto che si formerà sul fondo per irrorarli.


NOTE:

- Come noterete dalle foto, io non ho tagliato le melanzane in maniera sufficientemente sottile e alcune, a fine cottura, sono risultate un po' durette.
Per delle melanzane cotte al punto giusto, rispettate le indicazioni sullo spessore; se invece le preferite più tenere, potete cuocere le rondelle a vapore per qualche minuto, prima di infilarle negli spiedi.


- Poiché il pesce crudo (come la carne) rilascia fluidi organici che possono diventare terreno di coltura per dei batteri, usate la marinata come sughetto per irrorare i vostri spiedini solo a metà cottura, quando saranno già parzialmente cotti e avranno ancora del tempo per cuocere a una temperatura sufficientemente elevata.