11.8.17

Ghiaccioli con la frutta... dentro!



Ci sono ricette che inevitabilmente mi fanno fare un tuffo indietro nel tempo e i ghiaccioli casalinghi sono una di quelle!
Ricordo che, durante le mie estati da bambina, mia madre ne metteva a preparare sempre grandi quantità perché li adoravo per merenda e adoravo ancor di più gustarli in compagnia delle amichette che venivano a casa per giocare.
I gusti classici erano quelli preparati con gli sciroppi di menta e mandorla, ma i miei preferiti erano quelli al tè, rigorosamente al limone e rigorosamente preparato da mamma.
Al tempo non era noto né a lei né tantomeno a me che l'autentico tè freddo "bolle" in frigo (!); oggi ci siamo perfezionate tecnicamente e possiamo dirci ancora più soddisfatte dei nostri piccoli piaceri casalinghi!
Questi ghiaccioli ricordano quelli della mia infanzia ma sono anche più divertenti perché hanno la frutta dentro! Immaginate di prepararli con i bambini e giocare con loro a distribuire una fettina di pesca, un mirtillo, una mora..! Il risultato finale sarà immancabilmene allegro e vivace, e non saranno soltanto i più piccoli a provare sfizio nel gustare il loro ghiacciolo a morsi... ;-)

Anche quest'idea è stata pensata per la rubrica settimanale Il sorriso vien mangiando... sano! curata a quattro mani con la Dottoressa nutrizionista Maria Rosaria Amoroso.
Se volete avere sempre a portata di mano i preziosi suggerimenti della nutrizionista, porle delle domande per sciogliere i vostri dubbi in tema di nutrizione e scoprire le ricette che ogni venerdì vi proporremo, seguite la sua pagina Facebook e il suo profilo Instagram!
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ICED TEA FRUIT POPS

dosi per circa 10 ghiaccioli




500 ml di acqua a temperatura ambiente
3 fettine di limone bio (o arancia, o pesca)
3 bustine di tè biologico (io l'Earl Grey)
frutta di stagione a piacere
1 cucchiaio di sciroppo d'agave o altro dolcificante naturale (facoltativo)



Preparate il tè freddo mettendo in infusione le bustine di tè e le fettine di limone nell'acqua.
Trasferite in frigorifero e lasciate in infusione per almeno 5 ore (io una notte intera).
Al momento di preparare i ghiaccioli, tagliate la frutta più grande in quarti e/o a fette sottili (in modo che possano entrare nello stampo del ghiacciolo) e lasciate invece interi i frutti più piccoli. Io ho usato prugne, pere coscia e una banana.
Distribuite a vostro piacimento la frutta in ciascuno stampino, alternando i gusti e i colori, quindi aggiungete delicatamente il tè, lasciando libero l'orlo per evitare che fuoriesca quando inserirete lo stecco del ghiacciolo.
Trasferite i ghiaccioli ben sigillati in freezer e attendete almeno 5 ore prima di sformarli e servirli.



NOTE:

- Per sformare facilmente i ghiaccioli, passateli appena un secondo sotto l'acqua tiepida.

- Se non avete gli stampi appositi, potete usare dei bicchierini di plastica monouso e delle bacchette di legno.

4.8.17

Zuppa? Sì, ma fredda: Gazpacho!




Rosario: Tra poco mangiamo, L. sta preparando una zuppa fredda di verdure tipica di qua... la gaspacia?! 🤔🤔🤔
Raffaella: Gazpachooooo
Raffaella: Ahahahahah
Rosario: AHAHAHAHAH ecco, quella insomma 🙄

Ci ha messo pomodori, peperone e cetriolo...

... E olio ...
... Ora frulla tutto col minipimer ...

[cinque minuti dopo]

Rosario: Ma è buonissima questa gazpacho!
Raffaella: è maschioooooooo! 😅😂


Sono onesta: avevo visto diverse volte in rete il gazpacho, ma l'idea di introdurre nello stomaco una pappa freddissima non mi aveva mai affascinata: se Rosario non mi avesse fatto conoscere questo piatto attraverso la sua esperienza spagnola, probabilmente avrei continuato a non sapere nemmeno di preciso cosa fosse!
Sono contenta, invece, di essermi ricreduta, perché si tratta di uno dei piatti insieme più salutari, gradevoli e rinfrescanti che potessi provare. Questa versione è senza sale, condita con solo olio buono e ricca di profumi contrastanti che regalano un risultato sorprendentemente armonioso al palato.
Il tempo per prepararlo? Praticamente quello che vi basta per pulire e tagliare le verdure!
Gli spagnoli lo servono come antipasto, ma se aumentiamo le dosi sostituisce a meraviglia un primo piatto.
Quanto scommettiamo che ve ne innamorate anche voi? ;-)


Questa ricetta non poteva non essere dedicata alla rubrica settimanale Il sorriso vien mangiando... sano! curata a quattro mani con la Dottoressa nutrizionista Maria Rosaria Amoroso.
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GAZPACHO
dosi per 4 porzioni abbondanti




1/2 kg di pomodori (meglio se tondi e a polpa dolce)
1 piccolo peperone rosso
1 cetriolo
1/2 cipolla
1 spicchio d'aglio
almeno 50 gr di mollica di pane raffermo
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
basilico o altre erbe aromatiche (facoltative)




Lavate benissimo i pomodori e i peperoni, tagliateli prima a metà (eliminando tutte le parti interne filamentose e piene di semini) e poi a pezzi più piccoli.
Lavate anche il cetriolo, sbucciatelo e tagliatelo a dadini.
Pulite lo spicchio d'aglio e la cipolla, tagliate anche questi in piccoli pezzi, quindi unite tutte le verdure nel boccale del mixer (o in quello del minipimer).
Iniziate a frullare fino a ottenere una miscela il più possibile omogenea. Aggiungete quindi la mollica di pane a pezzetti e lasciatela ammorbidire per alcuni minuti nei liquidi della zuppa. Aggiungete infine l'olio e frullate ulteriori pochi secondi per amalgamare il tutto.
Servite il gazpacho appena pronto (oppure trasferitelo in frigorifero, coperto con pellicola alimentare, se preferite portarlo in tavola freddissimo), guarnito con qualche listarella di peperone, qualche anellino di cipolla, del basilico e semplicemente con dei crostini di pane.


NOTE:

- Per un gazpacho ancora più freddo, c'è chi addirittura ci frulla dei cubetti di ghiaccio. A me l'idea mette un po' i brividi (e non soltanto di freddo!) ma de gustibus non disputandum est! ;-D

- Questa zuppa si conserva in frigorifero fino a 2 giorni, ovviamente ben coperta da pellicola alimentare.


28.7.17

Acqua... al quadrato: Watermelon Detox Water




Tutti sappiamo che bere è importante e farlo in estate, quando la sudorazione e la traspirazione aumentano, è ancor più indispensabile per prevenire la disidratazione, mantenere la corretta temperatura corporea ed evitare i colpi di calore.
Se è vero, però, che dissetarsi è un bisogno fisiologico, bere circa tre litri d'acqua al giorno può venirci a noia e la tentazione di berne meno (o afferrare la bottiglia di tè confezionato che ci fa l'occhiolino dal frigorifero) può diventare fortissima!
Grazie alle acque detox, dei veri e propri infusi a freddo a base di acqua, frutta e/o verdura, chi (come la sottroscritta!) non è abituato a bere molto sarà più invogliato a farlo gustando una bibita colorata e aromatica che, in quanto priva di zuccheri aggiunti e di sostanze eccitanti, rappresenta (come i "fratelli" infusi a caldo - di finocchio, kardakè, camomilla, ecc.) la bevanda migliore insieme all'acqua.
Lasciate in infusione per alcune ore o una giornata intera, la frutta, la verdura, le spezie e le erbe rilasciano nell'acqua le loro sostanze idrosolubili (vitamine, sali minerali e antiossidanti), rendendola una sorta di integratore naturale di tutti quegli oligoelementi che in estate il nostro organismo tende ad espellere con più faciltà.
L'anguria è uno dei frutti ideali, ma l'estate offre tante ottime alternative: pesche, kiwi, fragole, agrumi ma anche cetrioli e carote! Ditemi, voi come preparereste la vostra acqua detox?
Tanto di scuse per bere poco adesso non ne abbiamo più! ;-p

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ACQUA DETOX ALL'ANGURIA E MENTA



1 litro di acqua fredda
una fetta di anguria
una manciata di foglie di menta fresche




Tagliate l'anguria a pezzi grossolani (privandola dei semi più evidenti) e ponetela in una brocca con la menta ben lavata.
Versate l'acqua, mescolate delicatamente con un cucchiaio da cocktail, quindi coprite la brocca con un piattino e trasferite in frigorifero per un tempo dalle 5 alle 24 ore (più sarà il tempo di infusione, più saranno le sostanze rilasciate in acqua dagli ingredienti).
Gustate la vostra acqua detox non eccessivamente fredda e portatela con voi in una bottiglina o un thermos quando uscite. ;-)


21.7.17

Insalata di farro... double face!




Quanti di noi, con il caldo estivo, deporrebbero mestoli e padelle e si nutrirebbero unicamente di cibi che non richiedono cottura?
I legumi? Per tanti, il pensiero di consumarli in estate fa quasi paura!
Eppure quanto sono importanti per la salute del nostro organismo anche in questo periodo, quando la stagionalità naturale non regala alcune verdure tipiche della stagione invernale ricche di vitamine del gruppo B (cavoli, broccoli, spinaci ecc.)! Per non parlare del fatto, noto ormai a tutti, che rappresentano la fonte primaria di proteine di origine vegetale e apportano quasi il doppio di questi nutrienti rispetto alla carne.
Quella che io e la nutrizionista Maria Rosaria Amoroso vi proponiamo oggi è una ricetta che mette d'accordo un po' tutti: fredda, ideale per quanti di noi desiderano portare in tavola (o sulla scrivania dell'ufficio) un piatto completo dai tempi di cottura limitati e realizzabile anche la sera prima.
Qualcosa di diverso dalla "solita" insalata di riso: un'insalata di farro con le lenticchie, le zucchine crude e l'avocado, condita con un fresco dressing al limone e guarnita, a seconda che preferiate una versione vegana o vegetariana, con le uova sode, che con le lenticchie e l'avocado si sposano a meraviglia!







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INSALATA DI FARRO
CON LENTICCHIE, ZUCCHINE E AVOCADO
dosi per 4 persone




380 gr di farro perlato biologico
250 gr di zucchine
100 gr di lenticchie secche (o 250 di quelle in barattolo, peso netto)
1/3 di un avocado non troppo maturo


per condire

il succo di un limone
3 cucchiai di olio
sale q.b.





Preparate le uova sode immergendole per almeno 3 cm al di sopra del loro volume in un pentolino con dell'acqua fredda e un po' di sale (che aiuta a prevenire la crepatura dei gusci - qualora accadesse lo stesso, aggiungete una goccia d'aceto che aiuterà la coagulazione dell'albume eventualmente fuoriuscito).
Cuocete a fiamma media e, non appena l'acqua inizia a bollire, togliete dal fuoco e lasciate le uova immerse nell'acqua per 15-20 minuti.
Trasferite le uova in una ciotola con dell'acqua fredda, quindi attendete che si siano completamente raffreddate prima di sgusciarle (potete attendere anche una notte intera).

Lessate le lenticchie (a meno che non usiate quelle precotte in barattolo), cuocendole per circa mezz'ora (oppure 10 minuti dopo il fischio se, come me, optate per la pentola a pressione). Quando saranno pronte, scolatele bene tenendo da parte la loro acqua, che vi servirà per cuocere il farro.

Cuocete il farro addizionando all'acqua di cottura delle lenticchie tanta acqua quanta ve ne occorre per ottenere circa 1,300 ml di liquido (se scegliete le lenticchie in barattolo, usate solo l'acqua), portate a bollore, salate e cuocetevi il farro per circa 20 minuti.
Scolate il farro quando risulterà tenero e passatelo sotto l'acqua fredda corrente, in modo da interromperne subito la cottura e farlo raffreddare rapidamente.

Unite insieme il farro, le lenticchie ormai fredde e le zucchine, che nel frattempo avrete mondato e grattugiato.

Se avete iniziato la preparazione della vostra insalata ma non dovete trasportarla o consumarla nell'immediato, interrompetela una volta arrivati a questo punto: trasferite quanto già pronto in frigorifero e completate la ricetta qualche ora (o una notte) dopo, quando sarete pronti a confezionare o consumare il pasto!

Unite l'avocado tagliato a dadini e condite il tutto con la miscela preparata sciogliendo il sale (circa 1 cucchiaino) con il succo di limone e l'olio, mescolando delicatamente.

Lasciate eventualmente riposare in frigorifero per una mezz'ora prima di servire la vostra insalata di farro, guarnendo ciascuna porzione con metà uovo sodo e un po' di avocado appena tagliato.






NOTE:

- Un'idea per avere in casa la vostra porzione di legumi precotti pronti all'uso, evitando di acquistare quelli in barattolo (che, quantomeno, contengono sale)? Preparatene un bel pentolone una sera che ne avete voglia e dividetela in monoporzioni da congelare e scongelare di volta in volta all'occorrenza.

- L'aggiunta dell'acqua di cottura delle lenticchie, ancora bollente, a quella del farro, è una piccola furberia che consente sia di recuperare una parte dei sali minerali dispersi (attraverso l'assorbimento, in cottura, da parte del farro), sia di velocizzare il raggiungimento del bollore del liquido in cui cuocere il cereale... facendo risparmiare "calore" a voi!

7.7.17

"La porti un..." cedro del Libano: Muhallabia!




I dolci al cucchiaio sono la mia passione! La loro consistenza cremosa e leggera e il loro sapore solitamente molto delicato sono per me una vera e propria coccola per il palato e per l'umore.
Quello che vi presento oggi viene direttamente dal Libano... in tutti i modi in cui ciò sia possibile! ^_^
Il muhallabia è, infatti, un dolce al cucchiaio di origine libanese molto diffuso in tutti i paesi arabi ed uno dei più conosciuti e apprezzati al mondo per la sua estrema leggerezza. Si tratta di una sorta di budino di latte e riso, semplicissimo negli ingredienti e nella preparazione, reso però estremamente raffinato dall'aggiunta dell'acqua di rose e dei pistacchi.
Chi mi segue qui e sui vari social sa benissimo che non preparo mai le mie ricette a partire da miscele preconfezionate, ma in questo caso avevo ben due ottime ragioni: la prima, che il preparato in questione mi è stato regalato dal mio carissimo amico Robert, di origini libanesi; la seconda, che prevede solo ingredienti di origine naturale, ovverosia zucchero bianco di canna, farina di riso e mastic. Quest'ultimo è un addensante naturale, simile alla gomma arabica, prodotto a partire dalla resina degli alberi di cedro (dei quali, come saprete, il Libano è ricchissimo). Il suo caratteristico aroma di cedro si sposa meravigliosamente con quello dell'acqua di rose preparata in casa, con la quale condivide le proprietà rinfrescanti. [qui la foto del preparato in questione]


Dopo aver confrontato le dosi e il procedimento indicati sulla confezione con quelli trovati in rete per preparare il muhallabia casalingo, ho messo a punto questa ricetta; non preoccupatevi se non avete il mastic e l'acqua di rose, la sua delicatezza vi conquisterà lo stesso!

La ricetta di questo dolce leggero, fresco e senza glutine è ovviamente dedicata alla rubrica settimanale Il sorriso vien mangiando... sano! curata a quattro mani con la Dottoressa nutrizionista Maria Rosaria Amoroso.
Se volete avere sempre a portata di mano i preziosi suggerimenti della nutrizionista, porle delle domande per sciogliere i vostri dubbi in tema di nutrizione e scoprire le ricette che ogni venerdì vi proporremo, seguite la sua pagina Facebook e il suo profilo Instagram!
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MUHALLABIA (dolce arabo di riso)
dosi per 4 persone




per l'acqua di rose

i petali di due rose non trattate
acqua q.b. (preferibilmente distillata)


per il budino di riso

500 gr di latte fresco intero
50 gr di zucchero bianco di canna biologico
 25 gr di farina di riso
1 cucchiaio di acqua di rose
pistacchi al naturale e petali di rosa essiccati per decorare




Due o tre giorni prima di preparare il budino, preparate l'acqua di rose e mettete ad essiccare i petali: staccate delicatamente i petali alla base del fiore e lavateli con altrettanta cura.
Tamponate quelli da essiccare (ne bastano pochi) con della carta da cucina, quindi disponeteli tra due strati di carta assorbente asciutta, fermate i lembi della carta con delle mollette e mettete ad essiccare su uno stendibiancheria.
Coprite i restanti con tanta acqua quanta ne basta a coprirli, quindi portate a un leggerissimo bollore e lasciate in infusione per un'ora. Trasferite l'acqua di rose ottenuta in una tazzina, coprite con pellicola alimentare e conservate in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.

Preparate il budino: ponete la farina di riso e lo zucchero in un pentolino dal fondo spesso, quindi aggiungete una piccola parte di latte, quanta ne basta ad emulsionare le polveri e sciogliere i grumi.
Quando avrete ottenuto una cremina liscia, aggiungete il resto del latte, mescolando sempre con una frusta a mano per amalgamare.
Trasferite il pentolino su fiamma bassa e cuocete la crema, girando continuamente come fareste per una classica pasticcera. Non appena si sarà addensata ed avrà iniziato a fare le bolle (dopo circa 10 minuti), toglietela dal fuoco e aggiungete l'acqua di rose.
Lasciate raffreddare a temperatura ambiente, mescolando di frequente, e quando è quasi del tutto fredda distribuitela nelle tazzine o nelle coppette per le vostre monoporzioni.
Trasferite i vostri muhallabia in frigorifero fino al momento di servirli, guarniti con i pistacchi e i petali di rosa (ma anche uva sultanina, mandorle, o quello che preferite).



NOTE:

- L'acqua di rose si conserva in frigorifero fino a dieci giorni. Potete sostituirla (o utilizzarla in abbinamento) con l'acqua di fiori d'arancio; in assenza dell'uno e dell'altro aroma, andrà benissimo un pezzetto di buccia d'arancia biologica, privata dell'albedo e lasciata in infusione finché il muhallabia non si sarà raffreddato.

- Una versione senza lattosio di questa ricetta è il mahalibiya, ricetta altrettanto diffusa in Medio Oriente, realizzata con il latte di mandorle.