8.12.17

Torta con le pere... dentro e fuori!




Avete mai sentito parlare della apple sauce?
Da quando ho scoperto che i nordamericani usano questa purea di mele stracotte per sostituire il burro in alcuni dolci da forno, non vedevo l'ora di sperimentare anch'io.
Ammetto però che mi abbia accompagnata la domanda: se funziona con le mele, perché non dovrebbe funzionare anche con le pere?
Ecco allora che, non appena qualche pera molto matura ha iniziato a fare capolino dalla fruttiera, ho sperimentato... ed è stato un successo insperato!





Sebbene la massa della torta non sia propriamente leggera (a causa dell'assenza delle uova e dei grassi), la pear sauce contribuisce davvero a preservare la morbidezza del dolce anche per diversi giorni, oltre che a regalargli un aroma molto particolare.
Ottimo come dolce casalingo sano e semplicissimo da gustare a colazione, se lo "vestite a festa" con della crema allo yogurt e delle chips di pera si trasforma in una vera e propria torta adatta anche alle occasioni di questo periodo.
Non trovate anche voi che non ve ne sia una migliore di oggi, per preparare un dolce all'ultimo minuto senza dover correre al supermercato per sopperire alla mancanza degli indispensabili?! ;-)


Anche questa ricetta è studiata per l'appuntamento del venerdì con la rubrica settimanale Il sorriso vien mangiando... sano! curata a quattro mani con la Dottoressa nutrizionista Maria Rosaria Amoroso.


Leggete la pagella nutrizionale di questa ed altre ricette direttamente sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram della nutrizionista e seguiteci per avere sempre a portata di mano i suoi preziosi suggerimenti, porle delle domande per sciogliere i vostri dubbi in tema di nutrizione!
Ogni venerdì scoprirete le ricette che vi proponiamo; rendeteci partecipi anche voi dei vostri esperimenti culinari taggandoci nelle foto delle vostre ricette per vederle pubblicate sui nostri social!


TORTA ALLE PERE
CON FARINA DI GRANO SARACENO
senza uova e senza grassi aggiunti

dosi per uno stampo da 20 cm di diametro




per la pear sauce

4 pere mature (circa 600 grammi)
qualche goccia di succo di limone
1/2 cucchiaino di mix di spezie (cannella, zenzero, noce moscata...)


per l'impasto della torta

250 g di yogurt al naturale
200 g di zucchero di canna integrale
120 g di pear sauce
100 g di farina integrale
80 g di farina di grano saraceno
2 cucchiaini di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio


per servire

4-5 cucchiai di yogurt al naturale
pear sauce
chips di pera
una spolverata di zucchero a velo (facoltativo)




Preparate la salsa di pere: sbucciate le pere, privatele dei torsi, tagliatele a dadini e mettetele in una pentola antiaderente.
Cuocetele con il coperchio per circa mezz'ora, mescolando spesso per evitare che lo sciroppo che si formerà caramelli sul fondo.
Quando le pere si saranno disfatte, passate la salsa ottenuta al minipimer (non è necessario che risulti completamente omogenea) e aggiungete le spezie. Lasciate raffreddare.


Per le chips di pera: tagliate una pera a fette sottilissime, asciugate ciascuna fettina con della carta da cucina e sistematele su una teglia coperta con carta forno.
Cuocete le chips di pera in forno preriscaldato a 200° per circa 15 minuti, quindi giratele e cuocetele per altri 15 minuti. Lasciatele raffreddare.


Preparate l'impasto: in una ciotola, miscelate le due farine, il lievito e il bicarbonato setacciato.
In un'altra ciotola capiente, miscelate lo yogurt con la salsa di pere, quindi aggiungete anche lo zucchero le polveri setacciate, mescolando bene.
Versate l'impasto in uno stampo leggermente unto e infarinato e cuocete la torta in forno preriscaldato a 175° per circa 30 minuti. Come sempre fa fede la prova dello stuzzicadenti.

Sformate la torta su un piatto da portata quando sarà fredda e guarnitela con la salsa, che preparerete miscelando lo yogurt con la restante salsa di pere (saranno circa 50 grammi) e con le chips di pera.
Spolverate leggermente di zucchero a velo e servite.


NOTE:

- La torta si conserva benissimo fino a 5 giorni, senza le guarnizioni, coperta da pellicola alimentare.

- Potete preparare la pear sauce in anticipo e conservarla in un barattolo a chiusura ermetica fino a 2 settimane.

- Lo yogurt dell'impasto e/o della decorazione può essere sostituito con la ricotta.

1.12.17

Un goloso conto alla rovescia...




Benvenuto, dicembre!
Vi viene in mente qualcosa di più bello di un calendario dell'Avvento, che scandisce i giorni che ci separano dal Natale, per salutare il mese dell'anno che riempie dell'atmosfera più bella le nostre case e i nostri cuori?
Beh, una cosa forse c'è: un calendario dell'Avvento... da mangiare! ;-D
Non diamo retta alle pubblicità commerciali che ci propongono soluzioni prefabbricate: regaliamoci la gioia di preparare, magari insieme ai più piccoli, un calendario fai da te, dalla sagoma e dallo stile che più ci piacciono, ma soprattutto riempiamolo con dei dolcetti sani che fanno bene a tutti!

Per dare il via a questo conto alla rovescia, che ha inizio proprio in occasione di un venerdì, il primo di questo mese dedicato alla rubrica Il sorriso vien mangiando... sano!, io e la nutrizionista Maria Rosaria Amoroso abbiamo pensato di proporvi delle mini barrette energetiche a base di cereali soffiati e frutta secca a guscio che, con il cioccolato fondente, diventano semplicemente irresistibili!
Avete presenti quei deliziosi dolcetti a base di riso soffiato e cioccolato al latte che, anche quand'eravamo piccoli, le nostre mamme dovevano nasconderci, perché uno tirava l'altro?
Toglieteci la frutta secca e... macché, non toglietecela, perché sono molto più buoni e salutari questi qui!
I bambini vi troveranno il loro snack preferito dopo il pomeriggio di studio, i giovani che fanno sport il loro spuntino ideale e tutti gli altri... lo sfizio perfetto per "sgarrare"! ;-)


Anche questa ricetta è studiata per l'appuntamento del venerdì con la rubrica settimanale Il sorriso vien mangiando... sano! curata a quattro mani con la Dottoressa nutrizionista Maria Rosaria Amoroso.
Leggete la pagella nutrizionale di questa ed altre ricette direttamente sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram della nutrizionista e seguiteci per avere sempre a portata di mano i suoi preziosi suggerimenti, porle delle domande per sciogliere i vostri dubbi in tema di nutrizione!
Ogni venerdì scoprirete le ricette che vi proponiamo; rendeteci partecipi anche voi dei vostri esperimenti culinari taggandoci nelle foto delle vostre ricette per vederle pubblicate sui nostri social!



CALENDARIO DELL'AVVENTO
CON MINI BARRETTE ENERGETICHE
AL CIOCCOLATO E CEREALI




per circa 25 pezzi

150 g di cioccolato fondente al 70%
80 g di farro soffiato
40 g di frutta secca a guscio tra arachidi, mandorle, nocciole e pistacchi
40 gr di miele di acacia


per realizzare e decorare il calendario

la sagoma di un abete pronta da stampare di almeno 28x30 cm
un cartoncino verde
un cartoncino o un foglio giallo (o bianco da colorare)
colla in stick
scotch biadesivo
forbici
uno stampino per biscotti a forma di stella
numeri a tema natalizio (adesivi o da stampare, tipo questi)




Preparate le barrette: in una padella, tostate leggermente la frutta secca, quindi toglietela dal fuoco e radunatela insieme al farro soffiato in una ciotola capiente.

Sciogliete il miele a fuoco bassissimo, togliete dal fuoco quando inizia a bollire e aggiungete il cioccolato tritato al coltello.
Riportate per un minuto su fiamma bassa e continuate a mescolare finché il cioccolato non si sarà del tutto sciolto e non avrete ottenuto una crema omogena.

Versate il composto di cioccolato e miele nella ciotola con il farro e la frutta secca, mescolando piano con una spatola per far sì che il composto ne sia coperto in maniera il più possibile uniforme.




Formate le barrette: a questo punto, o versate subito il composto ottenuto in una teglia coperta da carta forno e lo compattate bene ad uno spessore di circa 1 cm (aiutandovi a livellarlo con il dorso di un cucchiaio) oppure formate le barrette a mano (come ho fatto io), aiutandovi con le dita, e le adagiate via via che sono pronte su una teglia coperta da carta forno.
Lasciate solidificare a temperatura ambiente per almeno 1 ora.
Se avete scelto l'opzione del blocco unico, tagliatelo in almeno 24 quadratini uguali, delle dimensioni di non più di 3,5 cm per lato.



Avvolgete singolarmente le barrette in carta alluminio e contrassegnate ciascuna con un numero da 1 a 24.


Create il calendario: se siete bravi, potete disegnare a mano la sagoma del vostro abete, direttamente sul cartoncino verde, altrimenti utilizzate una sagoma prestampata e ritagliate l'albero in base a quella.
Io mi sono arrangiata in tutto con l'intuito e con ciò che avevo già in casa: una squadra per tirare le linee lungo le quali sviluppare l'albero (in base alle dimensioni dei dolcetti), un piatto da frutta per creare le curve dei "rami", due pezzi di cartone riciclati da una scatola, un foglio di carta da regalo verde e la parte non adesiva di un foglietto da block notes giallo.





Solo i numeri in stile natalizio sono stati appositamente stampati su cartoncino rigido e poi ritagliati per essere incollati con scotch biadesivo.



Riempite il calendario con le barrette, incollandole via via con lo scotch biadesivo, fino a completarlo.
Potete scegliere una disposizione in sequenza simbolicamente ascendente (come la mia, dal basso verso la stella) oppure discendente (dalla stella verso il basso) oppure casuale.
Per un albero delle dimensioni del mio (circa 35x40 cm) vi consiglio di organizzare le barrette in questo modo (a partire dal basso verso l'alto):

2 per la base (corrispondenti al tronco)
7 per la seconda riga (la base, la parte più ampia dell'albero)
5 per la terza riga
4 per la quarta riga
3 per la quinta riga
2 per la sesta riga
1 per la settima riga (corrispondente alla cima)


... e di tenere d'occhio il calendario vero, per essere sicuri di non staccarne più di una al giorno! :-p





 NOTE:

- Gli intolleranti al glutine (e non solo) possono sostituire il farro con il riso soffiato.

- Potete usare anche un solo tipo di frutta secca, abbondare con quello che vi piace di più o sostituirne una parte con i semi di zucca.

- Se la resistenza del cartone utilizzato per realizzare l'abete lo consente, potete anche appendere il vostro calendario, ma sarà altrettanto carino tenerlo come centrotavola per tutta la durata del periodo natalizio.

27.11.17

Crème caramel... gourmet!




Sono sempre stata una golosa impenitente, lo ammetto.
Adoro il cioccolato, le creme e tutti quei dolci in cui posso affondare il cucchiaino (e le voglie matte).
Eppure i dolci capaci di farmi perdere la testa, quelli con i quali è stato amore a prima vista, sono sempre stati pochi - e meno male, aggiungerei! :-D
Ho sempre guardato con ammirazione il lavoro delle colleghe foodblogger, ma le volte in cui ho realizzato la promessa, fatta a me stessa e a loro, di replicare una loro ricetta, si contano sulle dita di una mano (anzi, colgo l'occasione per scusarmi con ciascuna di voi, se state leggendo!!!).
Beh, con lui è stata tutta un'altra storia.
Credo non occorra che ve lo dica io, come funziona quando avviene un colpo di fulmine.




Zafferano e liquirizia?!
Che sapore abbia lo zafferano, quasi quasi nemmeno lo so.
Ma si da il caso che la bomboniera di matrimonio del cugino che si è sposato qualche mese fa consista in un boccino di stimmi di zafferano a filiera corta che non attendeva altro che essere inaugurato!




La liquirizia, invece, è da sempre una delle mie più grandi passioni.
Lo sa bene Rosario, che indovina sempre quale gusto di gelato sceglierò in una delle nostre gelaterie preferite, e lo ricorda perfino una delle sue zie, che l'anno scorso ha riservato una bottiglia del suo meraviglioso liquore di liquirizia apposta per me.
Quando ho letto la ricetta di Patty non ho avuto dubbi: se per lei il binomio era vincente, non potevo non fidarmi, e il caramello alla liquirizia avrei potuto realizzarlo, in assenza della polvere di liquirizia... con il liquore di zia Liana!





Il crème caramel era uno dei miei dolci preferiti quand'ero piccola.
Per anni ho creduto che mamma lo preparasse, laboriosa e devota, con le sue mani... beh, potete immaginare il crollo di un mito quando poi ho scoperto che lo preparava sì con amore ma... a quattro mani, coi gentili signori della Elah. :°D
Erano anni che non ne gustavo uno e tanti erano gli anni che volevo provare a realizzarlo in casa.
Insomma, cara Patty, grazie infinite, perché con questa ricetta mi hai regalato un'overdose di felicità!

Date retta all'autrice: zafferano e liquirizia sono davvero un connubio delicato e raffinato.
Il procedimento da lei illustrato è semplicissimo, quindi seguitelo alla lettera, a meno che non vogliate modificarne qualche dettaglio come ho fatto io perché se no non siete schizofrenici contenti!
Precisiamo: i miei crème caramel non sono affatto belli da vedere come i suoi! Per essere la mia prima volta, tuttavia, non mi posso lamentare, e del resto non ho dubbi che voi sarete molto più bravi di me a sfilare i dessert pronti dalle cocottine senza... spargimenti di crème caramel ovunque! ;-p




CRÈME CARAMEL ALLO ZAFFERANO
CON CARAMELLO ALLA LIQUIRIZIA

ricetta di Patty del blog Andante con gusto

dosi per 4 monoporzioni





per la crema allo zafferano

1 uovo grande
150 gr di latte intero
2 pistilli di zafferano
35 gr di zucchero semolato


per il caramello alla liquirizia

35 gr di zucchero
1 cucchiaino d'acqua e un pizzico di polvere di liquirizia
1 cucchiaino di liquore di liquirizia
1 cucchiaino di acqua



Versate il latte in una tazza insieme ai pistilli di zafferano. Coprite e lasciate in infusione per 24 ore in frigorifero.

Il giorno dopo, preparate il caramello: versate lo zucchero in una casseruola a fondo spesso insieme all'acqua e al liquore di liquirizia (o all'acqua e alla polvere di liquirizia, se avete quella).
Fate sciogliere lo zucchero a fiamma dolce senza mescolare; quando lo zucchero inizierà a caramellare lungo i bordi, potete eventualmente aiutarvi ruotando la casseruola fino a che non si sarà sciolto tutto. Non temete se il composto farà la schiuma! Si dissolverà dopo che avrete tolto il pentolino dal fuoco.







Versate immediatamente il caramello sul fondo degli stampi leggermente unti e cosparsi di zucchero (non preoccupatevi se notate che il caramello tende ad addensarsi).


Preparate la crema: lavorate l'uovo con lo zucchero con una frusta a mano, quindi versate sul composto il latte aromatizzato allo zafferano filtrato e mescolate bene.
Distribuite la crema ottenuta negli stampini e sistemateli in una pirofila riempita con tanta acqua calda quanta ne occorre per far sì che gli stampini risultino immersi per circa 2/3 della loro altezza.

Mettete nel forno preriscaldato a 170° e cuocete per circa 45/50 minuti. I crème caramel saranno pronti quando, scuotendo leggermente la teglia, risulteranno fermi in superficie.





Sollevate gli stampini dalla pirofila e lasciateli raffreddare completamente a temperatura ambiente prima di coprirli con della pellicola alimentare e trasferirli per una notte in frigorifero.

Al momento di sformarli, passate con delicatezza una lama liscia tutto intorno allo stampino, appoggiate un piattino sulla bocca e capovolgete dando delle leggerissime scosse allo stampino per aiutare la crema a staccarsi. Servite subito.


24.11.17

NON la solita minestra!




Dopo lo sformato della scorsa settimana, ecco un'altra ricetta vegetariana che vi risolve la cena in poche mosse!
Le zuppe sono una cosa meravigliosa quando fa freddo e si ha poco tempo, anche perché possono essere quasi sempre preparate in anticipo e riscaldate al momento.
Quelle come questa hanno origini  povere: quando la carne era un lusso, si metteva insieme del pane raffermo e lo si bagnava con il brodo caldo per renderlo morbido; chi poteva, rompeva qualche uovo nel brodo e si garantiva così un pasto caldo che, pur nella sua semplicità, era molto nutriente.
Oggi, per fortuna, assistiamo a un ritorno alla cucina contadina, complice senz'altro la consapevolezza che meno i cibi sono elaborati, più fanno più bene (e complice anche, probabilmente, la dilagante moda delle cucine orientali, nei menu delle quali le zuppe di verdura tradizionali sono un fiore all'occhiello).

Le varianti di questa ricetta povera sono tante quante quelle che la stagionalità delle verdure e le scelte dettate dal vostro gusto permettono.
Provate a sostituire le carote e i pomodorini con cavoli, broccoli e verdure a foglia verde: "tutto fa brodo" e vi darà sempre una minestra sana e saporita!


Anche questa ricetta è studiata per l'appuntamento del venerdì con la rubrica settimanale Il sorriso vien mangiando... sano! curata a quattro mani con la Dottoressa nutrizionista Maria Rosaria Amoroso.
Leggete la pagella nutrizionale di questa ed altre ricette direttamente sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram della nutrizionista!
Seguiteci per avere sempre a portata di mano i suoi preziosi suggerimenti, porle delle domande per sciogliere i vostri dubbi in tema di nutrizione e scoprire le ricette che ogni venerdì vi proporremo, e non dimenticate di renderci partecipi dei vostri esperimenti culinari taggandoci nelle foto delle vostre ricette: le riproporremo sulle nostre pagine per incoraggiare altri lettori a seguire il vostro esempio! :)




ZUPPA CON UOVA IN CAMICIA

dosi per 4 persone




per la zuppa

1,5 l di acqua
600 gr di carote (o altra verdura di stagione a piacere)
2 cipolle bionde o ramate
qualche pomodorino
salvia (e/o altre erbe aromatiche, tipo l'alloro)
8 uova
un cucchiaino di aceto


per servire

pane raffermo
olio extra vergine di oliva
sale q.b.





Pelate le carote, le cipolle e i pomodorini quindi affettate sottilmente le prime e tagliate a pezzettini i gli ultimi.

Radunate tutto in una pentola con l'acqua e le erbe aromatiche scelte, coprite e lasciate cuocere come un brodo vegetale, fino a quando le carote non risulteranno tenere.

Con l'aiuto di un mestolo, prelevate le verdure cotte con un po' del loro brodo e dividetele nei piatti, in cui avrete disposto le fettine di pane raffermo.

Allungate il brodo vegetale rimasto con altra acqua, se necessario, affinché la pentola ne risulti riempita per almeno 5 cm, e riportate a ebollizione.

Aggiungete il cucchiaino di aceto al brodo vegetale, salate a piacere e rompete le uova direttamente nel brodo, due o quattro alla volta, e fatele cuocere in camicia. Le uova saranno pronte quando l'albume sarà bianco e ben rappreso.

Aggiungete le uova in camicia pronte alla zuppa, due per ciascuna porzione, e condite con olio extra vergine di oliva a crudo e altro sale se necessario.



20.11.17

Involtini di pollo... con la "magia"!




Gli involtini sono una delle ricette con le quali, quattro anni fa, ho conquistato Rosario.
Ma, come dice mio padre, "questi non sono dei normali involtini!"...
Come vi aspettereste che fossero, dopo che il cuoco ha dato una sentenza così intrigante e misteriosa?!
Posso dirvi che quando toccò a me, indovinare il "segreto" di questo piatto, mi salì quasi un moto di stizza, nello scoprire in cosa consisteva...
Oggi, invece, contemplo con enorme tenerezza l'entusiasmo con cui mio padre, dopo anni, ancora sfoggia la genialità dell'idea che ebbe al tempo, di chiudere involtini e braciole... senza lo stuzzicadenti!
Voi non ci crederete, ma riesce a farla sembrare una scoperta degna di essere brevettata.
Che sia io a sottovalutarla?!

Magari a molti di voi tornerà utile realizzare che non occorrono stuzzicadenti per sigillare gli involtini, almeno non questi!
Ad ogni modo, fatemi sapere se provate a cuocerli come mi ha insegnato mio padre, e concedetevi di sperimentate questi: semplici ma saporiti e morbidissimi, con il loro ripieno di carne e formaggi che ricorda delle polpette, e quel sughino accompagnato dai pistacchi che li rende degni di comparire anche sulla tavola di una cena in compagnia.




INVOLTINI DI PETTO DI POLLO
CON FORMAGGIO E SALSA DI PISTACCHI

dosi per 4 persone





per gli involtini

8 fette di petto di pollo
150 gr di formaggio a pasta semidura (tipo Brie o Fontal)
100 gr di parmigiano
una manciata di pistacchi
sale e pepe q.b.



per la salsa

1/2 bicchiere di vino
una bella manciata di pistacchi
4 cucchiai di olio extra vergine di oliva


inoltre

un bicchiere di acqua calda
rosmarino, salvia o altre erbe aromatiche a piacere




Stendete le fette di pollo su un piano e affinate leggermente i due lati corti per dargli una forma più o meno regolare, tenendo da parte i ritagli.
Tagliate a dadini molto piccoli i ritagli di pollo e i formaggi, aggiungete anche i pistacchi interi e avrete pronto il ripieno.
Posate un mucchietto di ripieno al centro di ogni fetta di petto di pollo e arrotolatela ben stretta partendo da un’estremità verso l’altra.

Mettete un bel fondo d'olio in una padella antiaderente abbastanza capiente e posateci gli involtini dal lato dove li avete chiusi: in questo modo il calore in cottura li sigillerà e non perderanno nulla del loro ripieno, anche senza lo stuzzicadenti!
Rosolate a fiamma viva gli involtini per qualche minuto, quindi capovolgeteli delicatamente e continuate a rosolarli anche dall'altro lato.

Quando risulteranno ben dorati, sfumate il fondo con il vino bianco e lasciate cuocere ancora per 15 minuti a fiamma medio-bassa, girandoli ogni tanto e aggiungendo dell'eventuale acqua calda aromatizzata (che avrete preparato facendo bollire l'acqua con l'erba aromatica scelta) per evitare che la carne si asciughi troppo, prima che gli involtini siano ben cotti. Toglieteli e teneteli in caldo.

Nella padella sarà rimasto un leggero fondo di cottura: allungatelo con il resto dell'eventuale acqua aromatizzata che sarà rimasta e lasciate addensare un po'.
Trasferite in una ciotola la salsina ottenuta, aggiungete l'olio extra vergine di oliva a crudo e i pistacchi e usate l'intingolo per condire e servire gli involtini.