20.6.18

Fudge furbissimi ai due cioccolati con arachidi e sale




La coppia di amici italiani venuti ad abitare ad una fermata di metropolitana da casa vostra invita te e marito a cena da loro.
Ti offri di dare una mano con le portate, di occuparti magari del dessert, ma la padrona di casa ti dice di lasciar stare, che poi di sicuro ne avanza e in settimana, di dolce, non si tocca nulla.
Ecco allora che la lampadina si accende: se non è il caso di lasciargli dolci in giro per casa per qualche giorno, ne preparo uno che possono almeno "nascondere"! ;-D

Il fudge è uno dei dolci più facili, veloci e buoni del mondo. Chi ha provato una volta nella vita questi cioccolatini che si sciolgono in bocca sa che è impossibile resistergli: uno tira l'altro peggio delle ciliegie (con le quali, sia chiaro, a parte l'irrefrenabile appeal non condividono nulla)! :-D

Questa versione che ho messo a punto è più facile e veloce e anche più light rispetto a quelle classiche, in quanto senza panna, senza burro e senza caramello.
Dov'è il segreto, allora?! Rullo di tamburi... nel dulce de leche! Questa crema (tanto comune qui in Spagna quanto amata in tutto il mondo) si ottiene cuocendo latte e zucchero fino a quando il tutto non assume un colore e un sapore molto simili a quelli del caramello.
Buonissima da mangiare a cucchiaiate così com'è, questa droga crema si rivela una preziosissima alleata in dolci come il fudge, in cui la percentuale "croccante" data dal cioccolato deve essere bilanciata da una parte morbida che permetta di ottenere e mantenere la caratteristica consistenza toffee.

Se vi dico che, se non lo trovate nei negozi, il dulce de leche potete prepararvelo facilmente anche a casa con un barattolo di latte condensato e una pentola (magari a pressione), e che, se pensate di avere poco tempo, quello che vi ruba questa ricetta è solo una manciata minuti per sciogliere il cioccolato nel pentolino, ci correte al supermercato a comprare gli ingredienti?  ;)



FUDGE AI DUE CIOCCOLATI E DULCE DE LECHE
CON ARACHIDI E SALE




per circa 25 pezzi

100 g di cioccolato fondente
100 g di cioccolato al latte
220 g di dulce de leche
70 g di arachidi salate
un pizzico di sale




Unite il cioccolato spezzettato e il dulce de leche in un pentolino antiaderente e cuocete a fiamma bassa, mescolando, fino a quando il cioccolato non si sarà sciolto e non avrete ottenuto una crema omogenea e leggermente viscosa.

Togliete dal fuoco, unite le arachidi grossolanamente spezzettate (con un batticarne o con i palmi della mano, se siete impavide come me! ;-p ) e mescolate bene.

Versate subito il composto in una teglia o in un qualsiasi stampo quadrato di circa 14x14 cm di lato rivestito di carta forno e battete leggermente il fondo dello stampo su un piano.
Cospargete la superficie con il sale e lasciate solidificare in frigorifero per almeno 3 ore.




Estraete il blocco dallo stampo e tagliatelo a cubotti, che potrete servire su un vassoio o sistemati singolarmente nei pirottini di carta.


NOTA:

- I fudge si conservano benissimo anche per un mese, a patto che li teniate in frigo, chiusi in un contenitore ermetico.


15.6.18

Calamari con piselli, patate e gamberi




Quando saremo sposati, il pesce comparirà sulla nostra tavola almeno tre volte a settimana!
Beh, per avermi sposata nonostante queste minacce, o mi ama proprio tanto oppure non ero stata abbastanza convincente! :-p
Sta di fatto che, per ora, sto riuscendo a mantenere la promessa.
Rosario non è amante del pesce, ma ha imparato a mangiarlo seguendo un regime nutrizionale adeguato alla sua attività fisica. Insieme stiamo scoprendo che variare gli ingredienti e le preparazioni è di grande aiuto nell'educare il palato a nuovi sapori e nel combattere la noia del solito trancio di pesce spada in padella, e che a volte basta davvero poco per preparare un piatto di pesce sano, completo e gustoso.

A questi calamari con piselli e patate, pietanza di per sé già molto gustosa e completa, io ho aggiunto i gamberetti e tanto basilico e prezzemolo che, nella quasi totale assenza del sale da cucina, hanno dato una bella spinta al gusto.
Un piatto che vi risolve il pranzo o la cena in modo facile e veloce (anche in base agli ingredienti che scegliete - es. io ho usato calamari e gamberi surgelati già puliti) e che da freddo dà il meglio di sé: provare per credere!

Anche questa ricetta è studiata per l'appuntamento del venerdì con la rubrica settimanale Il sorriso vien mangiando... sano! curata a quattro mani con la Nutrizionista Maria Rosaria Amoroso.
Leggete la pagella nutrizionale di questa ed altre ricette direttamente sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram della nutrizionista e seguiteci per avere sempre a portata di mano i suoi preziosi suggerimenti e porle delle domande per sciogliere i vostri dubbi in tema di nutrizione!
Ogni venerdì scoprirete le ricette che vi proponiamo; rendeteci partecipi anche voi dei vostri esperimenti culinari taggandoci nelle foto delle vostre ricette per vederle pubblicate sui nostri social!


CALAMARI CON PISELLI, PATATE E GAMBERETTI

dosi per 4 persone




4 calamari
400 g di piselli (io surgelati)
400 g di patate
250 g di gamberi (peso al netto degli scarti)
mezza cipolla bionda
un trito di foglie di basilico e prezzemolo fresco
sale q.b.




Per pulire i calamari, afferratene la testa e staccatela delicatamente. Ripetete la stessa operazione per staccare le alette e i tentacoli (che potrete tenere da parte per altre preparazioni o usare nella stessa pietanza).
Eliminate la pelle esterna da ciascun calamaro, quindi tiratene fuori l'osso cartilagineo, evitando di romperlo.
Sciacquate abbondantemente con acqua corrente in modo che le sacche risultino perfettamente pulite da eventuali interiora e pezzetti di osso cartilagineo e tagliate ad anelli.

Riscaldate l'olio a fuoco lento e lasciatevi appassire la cipolla affettata molto sottilmente, quindi alzate leggermente la fiamma e unite gli anelli di calamari, che cuocerete per circa 10 minuti.

Aggiungete le patate pelate e tagliate a tocchetti e cuocete per altri 5 minuti, dopodiché unite anche i piselli.
Unite per ultimi i gamberi grossolanamente tagliati (precedentemente scongelati, se come me usate quelli surgelati) e completate la cottura. Il piatto è pronto quando i calamari risultano abbastanza teneri, le patate quasi sfatte e i piselli e i gamberi ben cotti.
Aggiungete solo alla fine il sale e il trito di basilico e prezzemolo.
Lasciate raffreddare completamente (anche qualche ora o una notte in frigo, se volete) per gustare al meglio.


8.6.18

Gazpacho di melanzane



Un anno fa Rosario era a Barcellona per un corso formativo di tre settimane e assaggiava il gazpacho.
Se qualcuno mi avesse detto, all'epoca, che lui a Barcellona non solo ci sarebbe ritornato, ma che vi si sarebbe addirittura trasferito, portandomi con sé per costruirvi insieme la nostra famiglia, probabilmente sarei scoppiata a in una grossa, grassa risata.
Invece eccomi qui, nella nostra graziosa casetta catalana, a scrivere sul blog e studiarmi il diario alimentare della settimana, fantasticando su quali ricette preparare per mio marito e per voi nella mia cucina. :°)

Per me, queste due settimane dopo il matrimonio sono volate. Mi sono state necessarie e non mi sono bastate ancora, in realtà, per adattarmi alla mia nuova vita: concentrata com'ero su tutto ciò che orbitava intorno al grande giorno, non avevo avuto il tempo di capire che stavo per lasciare non soltanto la casa dei miei genitori, ma anche la mia vita di sempre, fatta di situazioni e volti noti, amicizie ed abitudini consolidate!
La ricetta di oggi è un po' un modo di dire grazie a questa nuova vita, che mi ha portata in una città bella, abitata da persone gentili e solari tanto simili ai miei concittadini napoletani, nella quale mi sento a casa pur essendo lontana da tutti gli affetti che rappresentavano la mia dimora eccetto uno: l'uomo meraviglioso che ho sposato. :)

Come l'altra versione già presente su questo blog, anche questa è senza sale, condita semplicemente con olio extra vergine di oliva e succo di limone ed arricchita dal gusto dei pomodori freschi.
Pochissimo tempo e pochissima fatica per un antipasto che sostituisce benissimo anche un primo piatto.
Noi l'abbiamo mangiato a pranzo per detossinare un po' l'organismo dopo i vizi e gli stravizi del fine settimana da novelli sposi in Costa Brava, ma fidatevi: è così gustoso che non vi accorgerete di star mangiando una zuppa fredda vegana e super salutare!

Questa ricetta non poteva che essere dedicata alla rubrica settimanale Il sorriso vien mangiando... sano! curata a quattro mani con la Dottoressa nutrizionista Maria Rosaria Amoroso.
Se volete avere sempre a portata di mano i preziosi suggerimenti della nutrizionista, porle delle domande per sciogliere i vostri dubbi in tema di nutrizione e scoprire le ricette che ogni venerdì vi proporremo, seguite la sua pagina Facebook e il suo profilo Instagram!
Non dimenticate di renderci partecipi dei vostri esperimenti culinari taggandoci nelle foto delle vostre ricette! Le riproporremo sulle nostre pagine per incoraggiare altri lettori a seguire il vostro esempio! :)


GAZPACHO DI MELANZANE
dosi per 4 porzioni abbondanti




1 kg di melanzane
2 bei pomodori maturi
il succo di 2 limoni
mezza cipolla
100 g di mollica di pane integrale (meglio se raffermo)
4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
acqua freddissima q.b.


per servire

pepe e/o origano, cipolla, crostini di pane...




Un paio d'ore (o la sera) prima di preparare la zuppa, cuocete le melanzane: lavatele e pelatele (potete lasciare un po' di buccia), tagliatele a metà e cuocetele in forno a 180° per circa mezz'ora (o comunque finché non saranno tenere).
Tagliatele a cubetti, lasciate raffreddare completamente e trasferite infine in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.

Lavate e pelate i pomodori, tagliateli a cubetti e frullateli nel boccale del mixer (deve essere abbastanza capiente) insieme alla cipolla e a mezzo bicchiere d'acqua.
Aggiungete al succo di pomodoro ottenuto il pane raffermo a pezzetti (per farlo ammorbidire) e trasferite in frigorifero.

Al momento di preparare il gazpacho, aggiungete le melanzane, il succo di limone e l'olio al succo di pomodoro freddo di frigo e frullate fino a ottenere una zuppa il più possibile omogenea. Se la consistenza del gazpacho vi sembra troppo densa, aggiungete altra acqua molto fredda.

Servite il gazpacho subito, guarnito con qualche anellino di cipolla, dell'origano e dei crostini di pane.


NOTA:

- Questa zuppa si conserva in frigorifero fino a 2 giorni, ovviamente ben coperta da pellicola alimentare.

- Per ottenere un gazpacho ancora più freddo, trasferite il succo di pomodoro nel congelatore 45 minuti prima di frullare con le melanzane.


18.5.18

Crêpes dolci... senza zucchero, senza grassi aggiunti e senza glutine!



Di solito siamo portati a pensare che le crêpes siano un dolce troppo sostanzioso per essere inserito all'interno di una dieta ipocalorica.
Niente di più sbagliato!
Nella loro versione classica, le crespelle non contengono né zucchero né burro, ma solo latte e una piccola parte di farina e di uovo.
Ciò che fa la differenza (per le crêpes così come per tanti altri dolci, ça va sans dire) è ciò con le quali le farciamo.
Questa versione Nutella-free  ;-)  rappresenta un sano compromesso tra la voglia matta di godersi una colazione o una merenda golosa e la necessità di non doversi trovare ad affrontare eventuali sensi di colpa per le troppe calorie incamerate!






Lo zucchero non c'è né dentro né fuori: sono le fragole con il loro sughino e lo yogurt intero con la sua dolcezza naturale a rendere naturalmente dolci queste crêpes.
Io le ho servite con delle chips di cocco disidratato (che personalmente adoro e che con le fragole ed il sapore del grano saraceno stanno benissimo), ma voi potete usare ciò che preferite... anche nulla!
E quando la stagionalità non regalerà più fragole dolci e saporite, usate altri tipi di frutta!

Anche questa ricetta è studiata per l'appuntamento del venerdì con la rubrica settimanale Il sorriso vien mangiando... sano! curata a quattro mani con la Nutrizionista Maria Rosaria Amoroso.
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CREPES CON FARINA DI GRANO SARACENO
CON SALSA ALLE FRAGOLE E YOGURT




per 6-7 crêpes

75 g di farina di grano saraceno
175 g di latte
25 g di acqua
1 uovo medio

per servire

una manciata di fragole dolci e mature
yogurt greco intero
chips di cocco, mandorle a lamelle, scaglie di cioccolato fondente...




Preparate la pastella: rompete le uova in una terrina, sbattetetele un po' con la frusta e cominciate ad aggiungere, alternando, la farina e il latte miscelato insieme all'acqua.
Mescolate fino a ottenere una pastella piuttosto liquida e liscia e lasciate riposare in frigorifero per almeno un'ora.

Cuocete le crêpes: pennellate una padella antiaderente (io ne ho usata una in finegres) con un goccio d'olio di oliva e riscaldatela a fiamma media.
Per una padella come la mia (dal fondo di 17 cm di diametro) vi conviene pesare una quantità di massimo 50 grammi di pastella (5 cucchiai da minestra) per volta: versate in una tazzina la dose esatta da gettare tutta insieme nella padella, in modo da averla pronta di volta in volta.

Fate "roteare" la padella per spargere uniformemente la pastella: il lato inferiore della crêpe sarà ben cotto quando i bordi esterni risulteranno ben increspati e dorati.



Girate la crespella (con le dita - se fate con attenzione e rapidità - o con una spatola) e cuocetela per 1 minuto anche dall'altro lato, finché anche questo non sarà ben dorato.




Ripetete l'operazione fino ad esaurimento della pastella, impilando le crêpes via via pronte l'una sull'altra.

Preparate la salsa di accompagnamento: tagliate a pezzetti le fragole e cuocetele quanto basta a far sì che caccino il loro sughino.
Distribuite un cucchiaio della salsa ottenuta al centro di ciascuna crêpe, quindi ripiegatele a metà su loro stesse una prima e una seconda volta, formando una sorta di ventaglio.

Servite le vostre crêpes con salsa di fragole a piacere e un bel cucchiaio di yogurt greco.


NOTE:

- Se non avete problemi di intolleranza al glutine, potete sostituire fino al 35% di farina di grano saraceno con farina "0" (che rende le crêpes più "elastiche" e resistenti a rompersi in cottura).

- Tenete presente che lo yogurt sostituisce la panna. Sceglietene uno che sia naturalmente dolce e non abbia un gusto tendenzialmente acidulo.


11.5.18

Per la festa della mamma... "MAMMARELLE"! :-)




I carciofi ripieni sono un contorno o (a seconda della sostanziosità dell'imbottitura) un secondo piatto molto saporito.
La varietà che meglio si presta ad essere preparata in questo modo è quella tipica di questo periodo, il carciofo romanesco (detto anche mammola, in napoletano mammarella), dalla forma grossa e rotonda, adatta ad accogliere un bel ripieno ricco di sapore.
Arricchiti con ingredienti aromatici, formaggio e uova, questi carciofi imbottiti in versione vegetariana non vi faranno rimpiangere le altre versioni a base di carne.
E se vi dicessi che freddi sono ancora più saporiti?
... lo sapevo che sarebbe stato facile convincervi a provarli! ;-D


Anche questa ricetta è studiata per l'appuntamento del venerdì con la rubrica settimanale Il sorriso vien mangiando... sano! curata a quattro mani con la Nutrizionista Maria Rosaria Amoroso.
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AUGURI A TUTTE LE MAMME CHE CI SEGUONO!






CARCIOFI RIPIENI








per 4 persone

8 carciofi romaneschi
1 uovo
40 gr di pecorino grattugiato
40 gr di pangrattato
20 olive di Gaeta
uno spicchio d’aglio
un bel ciuffo di prezzemolo
la buccia grattugiata di un limone bio
olio extravergine di oliva q.b.
sale q.b.




Mondate i carciofi, eliminate le punte più dure, l'eventuale barbetta e i gambi.
Metteteli a bagno in una bacinella con dell’acqua fredda e il succo di mezzo limone (per evitare che anneriscano).

Tritate il prezzemolo e l’aglio, sminuzzate le olive denocciolate e unite tutto in una terrina. Aggiungete anche il pane grattugiat, il pecorino e la buccia grattugiata di limone, aggiustate di sale e amalgamate il ripieno così preparato con l'uovo e un cucchiaino di olio.

Con l’aiuto delle dita, aprite delicatamente i carciofi, a partire dal centro e, con un cucchiaino, riempiteli con il ripieno, disponendoli man mano, “in piedi” e ravvicinati tra loro, in una teglia con coperchio adatta alla cottura in forno.

Aggiungete due dita d'acqua nella teglia, coprite con il coperchio e cuocete in forno a 180° per circa 40 minuti.
Quando i carciofi risulteranno abbastanza morbidi, passate la teglia sotto al grill e lasciate dorare per altri 10 minuti.

Al momento di servire, condite con un filo d’olio diluito con un goccio dell’acqua di cottura dei carciofi e un pizzico di sale.