10.6.20

Brownies pronti in 6 minuti, con l'ingrediente impossibile!



Avete presenti i brownies, gli americanissimi dolcetti a forma di quadrotti, resi umidi, morbidi e vergognosamente cioccolatosi da quel peccaminoso mix di burro, cioccolato, zucchero e uova?
Ecco: per un attimo dimenticateveli!
Questi che vi propongo oggi sono dei brownies "pazzi", senza farina (e senza glutine), senza burro, con soli albumi e pochissimo zucchero.
E per di più, cotti nel microonde!

Qual è il segreto per ottenere dei dolcetti così soffici e dall'intenso sapore di cioccolato in 10 minuti?
Ma è ovvio: metterci le lenticchie cotte nell'impasto!!!

Finché non l'ho visto alzarsi, attraverso la porta schermata del nostro piccolo microonde, non ci ho sperato nemmeno per un attimo, che non l'avrei buttato di corsa nella pattumiera.
Le lenticchie lesse frullate insieme agli albumi avevano dato origine ad una vera e propria brodaglia.
Evitare di domandarmi, non senza una certa apprensione, in che modo la suddetta si sarebbe potuta convertire in qualcosa di solido senza l'aggiunta di alcun tipo di farina e con poco più di un cucchiaio di cacao, mi risultava a dir poco impensabile.
Eppure, una volta mescolato il tutto e versato nella teglia, il miracolo è avvenuto: nel giro di soli 6 minuti di cottura nel microonde, quella che sembrava una cioccolata calda dei peggiori bar di Barcellona  ;-)  si è trasformata in una bellissima tortina!

Lenticchie, fagioli, ceci: potete metterci i legumi che preferite, in questo impasto, e vi giuro che nessuno si renderà mai conto che è diverso dagli altri se non sarete voi a dirglielo.
La ricetta originale è presa dal blog Mangia senza pancia - invito che, rivolto a me che sono ormai al 6° mese di gravidanza, suona alquanto ironico :-D  - e prevede, infatti, l'utilizzo dei fagioli.
Io l'ho modificata per rispondere alla mia impazienza di provarla senza dover attendere le 8 ore di ammollo dei fagioli e alla voglia di renderli perfettamente idonei ai miei attacchi di fame raptus golosi spuntini premaman leggeri e nutrienti, più ricchi in proteine e più poveri in grassi. ;-p
La dose di zucchero l'ho lasciata invariata perché mi è sembrata giusta, ma i più pignoli o quelli che per motivi di dieta o salute non possono assumerne possono sostituirlo interamente o parzialmente con l'eritritolo.

1 brownie fornisce:

Carboidrati: 10 grammi
Proteine: 4 grammi
Grassi: 2 grammi
Fibre: 2 grammi
74 calorie


BROWNIES IMPOSSIBILI
ALLE LENTICCHIE


dosi per una teglia da 22x14 cm (10 pezzi)


100 gr di lenticchie secche (o 250 gr di lenticchie già lessate e scolate)
100 gr di albumi
45 gr di zucchero di canna integrale
20 gr di cacao amaro in polvere
15 gr di olio di cocco (o di semi)
mezza bustina di lievito per dolci



In una ciotola unite le lenticchie cotte perfettamente scolate e gli albumi e passate tutto con il mixer ad immersione finché le lenticchie non siano completamente sfatte.

Aggiungete quindi l'olio e il cacao setacciato insieme al lievito e mescolate fino a ottenere un impasto liquido.

Versate nella teglia (non occorre ungerla né infarinarla) e cuocete nel forno a microonde alla massima potenza per 5 minuti / forno elettrico a 175° per 30 minuti.

Fate la prova dello stuzzicadenti e poi quella "del dito indice": se l'impasto rimane attaccato al polpastrello e vi sembra ancora piuttosto umido, cuocete ancora 1 minuto.

Lasciate raffreddare a temperatura ambiente, tenendo presente che il dolce continua ad asciugarsi con il tanto calore incamerato con la cottura in microonde e che non deve risultare gommoso, anzi deve rimanere leggermente umido.

Tagliate in 10 pezzi (o in 12 quadrotti piccoli) e servite.
Sono buonissimi anche freddi di frigorifero, anche dopo qualche giorno conservano perfettamente la loro consistenza.


Se volete provare un altro dolce super buono con i legumi nell'impasto, lo trovate qui.

Un'altra tortina che cuoce nel microonde, da fare in pochi minuti e con pochissimi ingredienti? La trovate qui nella versione originale e qui nella versione più proteica e fit. ;-)



Buona merenda a tutti! :*

13.5.20

Sperimentando con l'eritritolo (Atto I): Confettura di fragole




Negli ultimi anni, leggendo di cibi a basso contenuto (o privi di) di zuccheri raffinati, ci sarà senz'altro capitato di imbatterci in questo nome strano: eritritolo.
Ma cos'è?
Si tratta di un dolcificante di origine naturale, del tutto simile allo zucchero semolato quanto a sapore ed utilizzo, ma con il pregio di avere zero zuccheri e zero calorie, fatto che lo rende perfettamente compatibile con una dieta ipocalorica e particolare per soggetti diabetici.
Ha un potere dolcificante pari al 60% di quello dello zucchero semolato e in linea di massima può sostituirlo interamente nelle preparazioni che prevedono un processo di cottura oppure no.
Caso un po' diverso pare essere quello di confetture, marmellate e gelatine. Per le sue proprietà fisiche, l'eritritolo tende ad inibire il processo di gelificazione desiderato in questo tipo di preparazioni a favore di un processo di cristallizzazione.
Come fare allora per non rinunciare ad usare questo dolcificante nelle confetture ed evitare, al tempo stesso, il fallimento?
Io ho scelto di usare un po' meno del 50% di eritritolo e di unirlo ad una percentuale di zucchero che, sul totale del peso della frutta, resta comunque quasi trascurabile (4 grammi di zucchero su una razione di 20 grammi di confettura).
Per mantenere ancora più alta l'acidità della frutta, ho aggiunto una parte di succo di agrume che facilita, in cottura, il naturale processo di gelificazione ed addensamento del prodotto.
L'eritritolo l'ho polverizzato e aggiunto quasi a fine cottura, proprio per scongiurare al massimo il pericolo della cristallizzazione.
Il risultato è stato una confettura leggera, un po' meno gelatinosa delle classiche confetture ma facilmente spalmabile e soprattutto dall'intenso sapore di fragole.
Prossimo tentativo sarà quello di preparare una confettura dolcificata con solo eritritolo, ma nel frattempo, se vi accontentate, questa è un'alternativa più che valida.
E qualcuno in casa ha ben pensato di investirla subito sul pane tostato col burro di arachidi...!





CONFETTURA DI FRAGOLE CON ERITRITOLO

dosi per circa 550 grammi di prodotto

500 gr di fragole (lavate e pesate al netto degli scarti)
120 gr di zucchero semolato
100 gr di eritritolo
35 gr di succo di arancia (o di limone) appena spremuto e non filtrato
un pizzico di sale iodato



Tagliate le fragole a pezzetti e mettetele in una pentola a antiaderente a bordi alti insieme al succo d'arancia.

Cospargete la frutta con lo zucchero semolato e lasciate macerare per 4 ore.

Cuocete la frutta con lo zucchero su fiamma medio alta, aggiungete anche il sale e lasciate bollire per circa 3 minuti, mescolando spesso.

Abbassate quindi la fiamma al minimo e lasciate cuocere la confettura per circa 15 minuti, sempre mescolando ogni tanto.
Trascorso questo tempo, se lo desiderate potete passare la confettura al frullatore ad immersione (nel caso in cui la preferiate senza pezzetti). Continuate poi la cottura per ulteriori 5 minuti.

A questo punto frullate l'eritritolo nel boccale del mixer per polverizzarlo (somiglierà proprio allo zucchero a velo!) e aggiungetelo alla confettura in cottura.

Cuocete ancora 10 minuti, mescolando spesso, finché la vostra confettura non raggiungerà la consistenza desiderata (tenete presente che, finché non si fredda, risulterà sempre abbastanza liquida).

Versate la vostra confettura ancora bollente nei barattoli sterilizzati e create il sottovuoto capovolgendoli su un piano.


NOTE:

- Essendo la confettura così preparata molto bassa in zuccheri, vi consiglio di conservarla in piccoli barattoli da aprire di volta in volta e da tenere in frigorifero man mano che li aprite e consumate.

- Il pizzico di sale serve ad esaltare il sapore della frutta e a garantire un minimo di conservazione in più alla vostra confettura.


7.5.20

Gnocchi di barbabietola con farina di farro (senza patate)



Giovedì gnocchi.
Per noi, oggi, di rape rosse!
Dopo averle consumate un paio di volte lessate e condite all'insalata in inverno, a dire il vero ci erano venute un po' a noia, per questo un paio di loro giacevano quasi dimenticate in freezer, in attesa di trovare una sistemazione più interessante nei nostri piatti.
Con risultati davvero ottimi, ma anche con un procedimento un tantino più laborioso di quello che avevo in mente stavolta.
Così mi sono messa a cercare un po' in rete e, tra i consigli di cucina trovati e un po' di affidamento alla mia personale esperienza, è venuta fuori questa ricetta che condivido volentieri con voi.

Gli gnocchi che si ottengono sono morbidissimi, proprio come quelli preparati con le patate.
Le dosi possono variare in base all'umidità della purea di barbabietole e alla farina utilizzata, per questo vi consiglio di regolarvi in base alle indicazioni che trovate qui sotto.
E per condirli? Il classico burro fuso con salvia o altre erbe aromatiche è sempre una garanzia, ma secondo me andate perfettamente sul sicuro anche con il gorgonzola o il montasio, che contrastano bene il sapore dolce della barbabietola.
Per noi che facciamo i bravi, q.b. di olio extra vergine di oliva e una generosa cucchiaiata di quark allo 0% di grassi (infatti bisognerà lavorare un pochino sulla liscezza della salsa)! ;-D


GNOCCHI DI BARBABIETOLA
CON FARINA DI FARRO

per 2 persone (circa 60 gnocchi)

300-350 gr di rape rosse già lessate
120-140 gr di farina di farro (o farina integrale)
30 gr di pangrattato
50 gr di albume (o un piccolo uovo intero)
20 gr di pecorino romano grattugiato
1 cucchiaino raso di sale

inoltre

farina "00" per la spianatoia
burro e salvia o una salsa al formaggio per condire



Tagliate le barbabietole a tocchetti e riducetele in purea con il frullatore ad immersione.

Cuocete la purea su fiamma media per 5-10 minuti, girando spesso, finché non sia quasi completamente asciutta (da 330 grammi di barbabietole lessate, io ho ottenuto esattamente 250 gr di purea).

Quando la purea di barbabietole è fredda, aggiungete il sale, il pecorino grattugiato, l'albume e il pangrattato.

Unite a questo punto anche i primi 120 grammi di farina e verificate il grado di umidità dell'impasto: se vi sembra colloso, ma comunque abbastanza asciutto da poter essere maneggiato con ulteriore farina sulla spianatoia, allora potete evitare di aggiungere gli ulteriori 10-20 grammi di farina.
Tenete presente che l'impasto deve essere lavorabile ma, quanta più farina ci aggiungete, tanto più correrete il rischio che i vostri gnocchi perdano in morbidezza!

Cospargete la spianatoia con un po' di farina, rovesciatevi l'impasto degli gnocchi e spolverate anche questo con ulteriore farina, aiutandovi con l'apposita spatola a ribaltarlo un paio di volte affinché esternamente sia ben infarinato.

Prelevate una parte di impasto alla volta e, sulla spianatoia sempre infarinata, formate dei piccoli rotolini, che andrete a tagliare a tocchetti per formare gli gnocchi.
Non preoccupatevi della loro forma (in cottura si arrotonderanno un po') ma fate in modo che abbiano più o meno tutti la stessa dimensione, in modo che cuociano in maniera omogenea.
Continuate allo stesso modo fino ad esaurire l'impasto.

Una volta pronti tutti gli gnocchi, rigirateli sulla spianatoia aiutandovi con la spatola affinché non si attacchino tra loro e poneteli su un piatto o un vassoio. Questo vi aiuterà a calarli nell'acqua bollente tutti in una volta.

Quando l'acqua bolle in pentola, salatela, aggiungetevi un goccio d'olio e calatevi tutti insieme gli gnocchi.

Dopo circa 2-3 minuti, gli gnocchi inizieranno a salire a galla: sollevateli con una schiumarola e trasferiteli man mano nella padella dove avrete preparato il condimento (io ho creato un'emulsione di olio evo e quark, aggiunto un po' di parmigiano e fatto sciogliere a fuoco dolce per qualche minuto insieme ad un mestolo dell'acqua di cottura degli gnocchi).

Saltate gli gnocchi per un minuto e serviteli subito, con una spolverata di pecorino, di erbe aromatiche o di quel che preferite.

Buon appetito!


NOTE:

- Gli gnocchi crudi si possono congelare e cuocere all'istante, calandoli direttamente nell'acqua bollente una volta fuori dal freezer. Poneteli su un piatto o un vassoio e trasferiteli nel congelatore. Una volta congelati, potrete trasferirli in una busta per guadagnare spazio.

- Poiché il pangrattato assorbe meglio l'umidità rispetto alla farina, potete sperimentare con le dosi di questi due ingredienti e usare un po' più di pangrattato per tagliare abbastanza sulla farina.
Ad ogni modo, vi consiglio di utilizzare sempre una farina integrale, che oltre a rendere l'impasto più asciutto rende nutrizionalmente migliori (oltre che più sazianti, per l'apporto di fibre) i vostri gnocchi.


8.4.20

Treccia rustica (senza uova e senza latte, facile e fragrante!)





Questa treccia rustica è una vera golosità! 
La base della ricetta, semplicissima, è la pasta brioche senza uova che mi fece scoprire mia suocera qualche anno fa. Un impasto sofficissimo, che si presta ad essere farcito con qualsiasi ingrediente.
Io ho apportato qualche modifica al procedimento e, in questo caso specifico, sostituito del tutto l'olio previsto dalla ricetta di mia suocera con il burro. Sostituzione non voluta, dato che per puro errore di distrazione ho dimenticato di usare metà acqua e metà latte, e perciò mi è venuto in mente di sopperire all'assenza del latte con l'impiego del burro. 
Morale del pasticcio? Dopo aver sfornato ed assaggiato, non ho avuto alcun dubbio: l'olio, in questa ricetta, lo mando senza rammarichi dritto dritto in pensione! ;-D

Questa brioche è morbida morbida dentro e con una deliziosa, lucida e fragrante crosticina fuori.
Niente a che vedere con il casatiello della tradizione pasquale napoletana, tanto per dire, ma se, come me,  in questo periodo di quarantena non avete in casa o non riuscite a reperire tutti gli ingredienti per preparare il rustico della vostra tradizione regionale, questa è, a mio modesto parere, un'alternativa più che degna! 

Daniela e Fulvia, questa ricetta la dedico a voi amiche che avete deciso di portarla a Pasqua sulle vostre tavole, convincendomi a condividerla anche con tutti gli altri! 


TRECCIA RUSTICA


dosi per 8-10 porzioni




per la pasta brioche senza uova e senza latte

250 gr di farina Manitoba
250 gr di farina "00"
300 gr di acqua calda
100 gr di burro morbido
20 gr di lievito di birra fresco (oppure 10 gr di quello disidratato)
1 cucchiaio raso di zucchero
1 cucchiaino di sale


per il ripieno

300-350 gr tra salumi e formaggi a piacere*


Non prevedendo di pubblicare la ricetta, io non ho pesato gli ingredienti e, andando ad occhio, mi sono trovata perfettamente con le dosi per riempire a sufficienza ciascuna parte dell'impasto. Personalmente ho usato pancetta affumicata, prosciutto cotto, formaggio svizzero e mozzarella a dadini lasciata asciugare in frigo per mezz'ora, ma tutto ciò che vi piace andrà bene, purché sia abbastanza asciutto. 


Mettete farina e lievito sbriciolato/in polvere nella planetaria o in una ciotola capiente e mescolate.

Sciogliete lo zucchero, il sale e il burro tagliato a piccoli pezzetti nell'acqua calda.
Versate nella farina e impastate per almeno 5 minuti. Otterrete un impasto lucido ed elastico.

Coprite con pellicola e lasciate lievitare per un'ora e mezza.

Riprendete l'impasto lievitato, pesatelo e dividetelo in 3 parti.
Con ciascun pezzo formate un filoncino, allungatelo e schiacciatelo con i polpastrelli e poi stendetelo un po' con il matterello, fino a renderlo abbastanza piatto e "spazioso" da poter essere farcito con una fila del misto di ingredienti del ripieno che avrete scelto.

Richiudete il ripieno sovrapponendo i lembi di pasta e ricostituite il filoncino.
Ripetete il procedimento per gli altri due.

Mettete i tre filoncini ripieni uno accanto all'altro, un po' distanziati e in verticale, uniteli all'estremità superiore e iniziate ad intrecciarli dall'alto, proprio come fareste per creare una treccia! Io devo aver sbagliato un passaggio perché in un punto è riuscita imprecisa ma, come potete immaginare, nessuno oltre a voi ci farà caso!

Mettete la treccia su una teglia e lasciatela lievitare altri 45 minuti.

Al momento di infornare, pennellate con uovo sbattuto e cospargete la superficie con i semini che preferite (oppure niente).

Cuocete in forno preriscaldato (io ventilato) a 180° per circa mezz'ora. La treccia rustica deve essere ben dorata in superficie.



Lasciate raffreddare leggermente prima di tagliare a fette e servire.

Buon appetito! 

1.4.20

Torta di (non solo)mele proteica



Ogni fine settimana mi impegno a fare un dolce da colazione che vada bene anche per i nostri spuntini, perciò cerco sempre di trovare il giusto compromesso tra qualcosa che sia gradevole da mangiare ma anche adeguatamente ricco di proteine, carboidrati complessi e grassi buoni. 
Perciò anche questa torta è nata dal mio desiderio di una torta di mele molto casalinga, unito alla onnipresente necessità, in casa nostra, di una colazione super nutriente.
Giacché sperimentare con le whey mi diverte, ho manipolato la ricetta della mia torta al cacao proteica al microonde per provare a realizzarne una versione più tradizionale e meno "cioccolatosa".
Il risultato è stato molto convincente. Le mele ci sono eccome, ma ridotte in purea e mischiate all'impasto ciò che regalano di sé all'impasto è soprattutto una deliziosa, profumata umidità.
Soffice, un po' rustica e decisamente saziante, questa torta è ottima per la colazione ma anche per una merenda sana e poco calorica.
E se volete trasformarla in un dessert, non vi servirà altro che accompagnarla con della crema spalmabile o del gelato alla vaniglia.
La provate?


TORTA DI MELE PROTEICA 
CON FARINA DI MANDORLE E AVENA 
(senza grassi aggiunti, con poco zucchero e soli albumi)


per una teglia da 24 cm di diametro 

ingredienti asciutti:

120 gr di zucchero semolato
80 gr di farina integrale
80 gr di mandorle
80 gr di fiocchi di avena integrali 
70 gr di whey al cioccolato (o alla vaniglia)
una bustina di lievito per dolci 
5 gr di bicarbonato di sodio


ingredienti umidi:

200 gr di albumi
3 mele tipo Golden
50 gr di acqua 



Frullate le mandorle con i fiocchi di avena e la farina integrale, quindi riunite la miscela ottenuta con i restanti ingredienti asciutti in una ciotola capiente. 

Frullate 200 grammi di polpa di mela con l'acqua (dovrete ottenere una sorta di frullato abbastanza denso) e tenete da parte qualche fettina di mela per la decorazione. 
Aggiungete la purea di mela nella ciotola con le polveri, mescolando con una frusta a mano o una spatola finché queste non sono del tutto assorbite. 

Incorporate infine gli albumi montati a neve ferma, con movimenti dall'alto verso il basso per amalgamare il più possibile l'impasto senza che perda troppo volume. 

Versate l'impasto ottenuto nella teglia rivestita di carta forno,  guarnite la superficie con le fettine di mela tenute da parte e qualche mandorla tritata grossolanamente. 

Cuocete la vostra torta in forno preriscaldato a 175° per circa 40 minuti (fate come sempre la prova dello stuzzicadenti). 


NOTA:

- La torta si conserva benissimo per 2-3 giorni coperta da pellicola. Quel che rimane si può congelare a porzioni da scongelare all'occorrenza.