25.3.20

Bombe fritte alla crema (perfetta!)


Quando ho scoperto di essere incinta, la prima cosa che mi è stata detta dalle persone alle quali mi sarei affidata è stata: non sei malata! La gravidanza è una condizione fisiologica.
Verità. 
Ma tutto ciò che tale processo "naturale" , "normale" , "ordinario" comprende dentro di sé, beh, questo rimane, per me (ma credo per la maggior parte delle donne che l'hanno sperimentato) un imperscrutabile mistero.
Perché non è puramente "fisiologico" provare repulsione, dall'oggi al domani, verso i cibi che da sempre amavamo, o svegliarsi con la voglia di spaghetti al pomodoro e mangiarli per colazione alle 7:45 del mattino (sì, l'ho fatto veramente!).
Né può essere "normale" passare dalla quasi totale assenza di voglia del tuo cibo preferito (i dolci!) delle prime 13 settimane ad una situazione nella quale, al contrario, non riesci a smettere di pensare a quanta cioccolata e a quante torte super cremose vorresti ingurgitare.
Grazie a Dio c'è la quarantena, mi viene da dire, con la conseguente impossibilità di uscire in qualsivoglia momento a comprare cose che soddisfino le mie voglie!
Ma era dalla mattina del 19 marzo, giorno di San Giuseppe, che il mio cervello, bombardato senza pietà da immagini provenienti a secchiate da ogni dispositivo ed applicazione mobile, si era fissato sull'idea di indurmi a preparare qualcosa di fritto, untuoso, straripante di fragrante crema pasticcera e porco q.b.
E non ha trovato pace finché le mie mani non gli hanno obbedito e la mia bocca non ha addentato! 🙄

Né limpasto di queste bombe fritte né la crema con la quale le ho riempite fino a farle quasi crepare sono di mia invenzione: il primo è di Paoletta di Anice&Cannella, la seconda è del grande Iginio Massari.
Io ho giusto modificato qualcosa degli ingredienti e del procedimento di ciascuna ricetta (lo stretto indispensabile per adattarle alle mie esigenze e renderle leggermente più rapide), ed ovviamente trovate tutto specificato.
Fatele, e non commettete il mio errore di dimezzare le dosi originali: in due, le abbiamo fatte sparire nel giro di una mattinata.
E se non ce ne siamo vergognati abbastanza è soltanto perché erano così "leggere" che non ci siamo resi conto della facilità con la quale, una dopo l'altra, raggiungevano il nostro stomaco. :) 


BOMBE FRITTE ALLA CREMA


dosi per 8-10 pezzi


Procedimento passo-passo.

Per il preimpasto: mischiate 100 gr di farina "00" con 100 gr di farina Manitoba.
In una ciotola dai bordi alti, sciogliete 2 gr (1/2 cucchiaino) di lievito di birra disidratato con 50 gr di acqua a temperatura ambiente e 2 cucchiai di farina presi dal totale. 
Mischiate bene e lasciate fermentare questo preimpasto per 1 h, con la ciotola coperta da pellicola.


Per la crema: mischiate nel pentolino (con la frusta a mano) 4 tuorli, 50 gr di zucchero, 15 gr di amido di mais e l'aroma di vaniglia
Aggiungete 160 gr di latte, versandone prima una piccola parte per amalgamare alle polveri, poi la zeste d'arancia (per me un po' prelevata con il pelaverdure). 
Mescolate bene e cuocete su fiamma dolce. Appena la crema si addensa, togliete il pentolino dal fornello e mettetelo in una ciotola con l'acqua freddissima, mescolando sempre la crema affinché si raffreddi presto (e non sappia troppo di uovo).
Quando è fredda, copritela con pellicola trasparente e conservatela in frigo sino al momento dell'utilizzo.


Per l'impasto: quando il preimpasto avrà fatto le bollicine in superficie, aggiungeteci 1 cucchiaio di farina (sempre presa dal totale) e impastate finché non è assorbita.


Aggiungete 1 tuorlo d'uovo e fate assorbire anche questo, continuando a impastare.

Aggiungete quindi 18 gr di zucchero e fate assorbire anche questo, sempre impastando.


Aggiungete ora 65 gr di latte a temperatura ambiente alternando con 1-2 cucchiai di farina alla volta. 
Aggiungete poi 2 gr di sale e continuate ad impastare per circa 10 minuti.

Inserite a questo punto 30 gr di olio (di oliva o di semi di arachidi, poco per volta, e anche l'aroma di vaniglia e la buccia grattugiata di mezza arancia.

Impastate ancora 10 minuti. L'impasto deve risultare elastico e lucido.
Fatelo lievitare 2 ore nella ciotola coperta con pellicola.

Rovesciate l'impasto lievitato sul piano da lavoro leggermente infarinato e stendetelo a uno spessore di 1,5 cm. 

Ricavate dei dischi con un coppapasta o l'orlo di un bicchiere/una tazza e disponeteli su un vassoio leggermente infarinato.
Reimpastate i ritagli di pasta e stendete di nuovo per ricavare ulteriori dischi.
Coprite con un velo di pellicola leggermente unta d'olio il vassoio coi bomboloni e lasciateli lievitare per 1 h (oppure per un massimo di 12 ore in frigorifero, se volete friggerli il giorno dopo. In questo caso, tirateli fuori dal frigo un'ora prima).


La frittura: scaldate bene abbondante olio di semi, su fiamma media e possibilmente in un pentolino dove possano essere immerse un massimo di due bombe alla volta.
Friggete circa 1 minuto per lato, immergendo ciascun disco dal lato a contatto con la pellicola. Le bombe devono essere ben dorate, non troppo scure, altrimenti fuori cuoceranno subito ma dentro resteranno crude.
Se scurissero troppo in fretta, abbassate un po' la fiamma, e in ogni caso spostate il pentolino dal fornello tra una "mano" di frittura e l'altra per evitare che l'olio continui a cuocere.

Scolate bene ciascuna bomba (non serve assorbire l'olio in eccesso con carta da cucina perché restano molto asciutte) e mettetela in una ciotola con abbondante zucchero semolato.

Sistemate le bombe di volta in volta pronte su un piatto e farcitele con la crema, praticando con la punta della sac à poche un foro sulla sommità.

Le bombe che non consumate ancora tiepide passatele qualche secondo al microonde o nel forno per riscaldarle: torneranno soffici come appena fatte! 

Buona colazione e buona giornata a tutti! 🤗

18.3.20

Pancakes proteici alla ricotta... e una bella notizia!



Cosa sono tre mesi, in confronto ai cambiamenti di una vita? 
Tre mesi è il tempo trascorso dall'ultima volta che ho condiviso una ricetta su questo mio blog.
Due mesi è il tempo trascorso dall'ultima volta che ho visto i miei genitori. 
Un mese è il tempo trascorso (senza apparentemente muoversi di un'ora) da quando abbiamo iniziato ad avere paura.
Trascorrono i mesi, le settimane, i giorni, le ore. 
E noi, quasi tutti, ce ne stiamo accorgendo più che mai adesso, che abbiamo tutto il tempo da usare, per stare con noi stessi, con il nostro nucleo familiare, davanti alle nostre paure e alle nostre speranze. 

Sono trascorsi quattro mesi, secondo i calcoli di chi di professione, da quando, nella mia pancia, ha iniziato a crescere una nuova vita. 🧡
Non mentirò dicendovi che la gravidanza me la sarei immaginata esattamente così! 
In cuor mio speravo di poter fare tante passeggiate sotto al sole primaverile di quello che è tipicamente l'inverno inoltrato di Barcellona, di frequentare il corso preparto che tante amiche mi dicevano essere di preziosissimo aiuto, e di pre-occuparmi semplicemente della scelta del passeggino, dello shopping premaman e delle tante esperienze e gite fuori porta da mettere in agenda prima di diventare troppo un palloncino per farle! 
Ma non tutti i mali vengono per nuocere, e non sempre quello che si vuole o si immagina di fare è meglio di altro che ci viene offerto dalle circostanze, anche da quelle impreviste. 

Dopo intere giornate letteralmente scandite dall'apprensione e, molto spesso, dal senso di impotenza e dalla rabbia per la leggerezza e la lentezza con la quale, anche qui in Spagna, è stato affrontato il tema della rapida diffusione del contagio da coronavirus, finalmente la tregua. E la fiducia. 
Anche gli spagnoli, da una settimana, hanno rallentato i loro ritmi e non scherzano più. Piccoli, grandi e anziani iniziano finalmente a comprendere (o almeno ad accettare) l'urgenza di fermarsi per proteggersi l'un l'altro.
Anche noi, da venerdì, ci siamo fermati per davvero.
Tra i momenti di preoccupazione per i nostri cari e per la gente che ci ha accolti in questo Paese e la fatica, per Rosario, di svolgere da casa il proprio lavoro di ricerca scientifica, stiamo trovando, anche stavolta, i lati positivi.
Primo tra tutti, quello di pensare di meno a ciò che ci manca e che in parte ci mancherà sempre e di più a ciò che abbiamo: un po' di tempo personale da dedicare a ciò che ci fa stare bene, un po' di tempo per stare insieme, un po' di tempo per contemplare l'attesa più bella della nostra vita.
E, più di tutto il resto, la salute e la fede, che non ci abbandonano mai. 

Ci vogliono colazioni "importanti", per momenti importanti per i quali ringraziare.

La ricetta di questi pancakes proteici alla ricotta con salsa al cacao e banane caramellate andava assolutamente condivisa: vengono alti e soffici, si fanno in un batter d'occhio e sono davvero semplici da preparare.
Oltre che compatibili con una dieta sana ed ipocalorica, che di questi tempi non guasta di certo! 😜

PANCAKES PROTEICI ALLA RICOTTA



per 6 pancakes

110 gr di farina integrale
1/2 cucchiaino di lievito per dolci 
15 gr di zucchero di canna
un pizzico sale


200 gr di ricotta
130 gr di latticello*
85 gr di albume



per la salsa di cioccolato extra-fondente


30 gr di cioccolato fondente al 72%
40 gr di acqua




* Per il latticello, miscela metà yogurt (io greco magro) e metà latte (io scremato), aggiungi qualche goccia di succo di limone (facoltativo) e lascia inacidire per 15-20 minuti a temperatura ambiente prima di utilizzare nella ricetta.

In una terrina, miscela bene tutti gli ingredienti asciutti.
In una ciotola a parte monta gli albumi a neve ferma.

In una ciotola frulla la ricotta con il latticello, quindi incorpora tutta insieme la miscela di ingredienti asciutti e poi l'albume montato, un po' per volta.

In una padella antiaderente posta su fiamma moderata, forma due pancakes con 2 cucchiaiate di pastella ciascuno. 

I pancakes devono cuocere a fuoco medio, circa 2 minuti per lato, con la padella possibilmente coperta da un coperchio che alzerete ogni tanto. Quando iniziano a fare delle bollicine in superficie, potete girarli dall'altro lato e completare la cottura. 

Impiattate i vostri pancakes l'uno sull'altro e serviteli con la salsa di cioccolato, preparata facendo semplicemente sciogliere il cioccolato nell'acqua bollente.

I pancakes non sono molto dolci, perciò io li ho serviti anche con delle fettine di banana che ho fatto "caramellare" senza zucchero nella stessa padella, cuocendole un paio di minuti per lato.

Buon appetito e buon proseguimento di prevenzione e cura di noi stessi e degli altri a ciascuno di noi! Vi abbraccio virtualmente tutti con affetto  :*

6.12.19

White Chocolate Spice Cake



Uno dei motivi per i quali amo l'inverno, e il mese di dicembre in particolar modo, è che, ovunque ci troviamo, che sia in strada o nelle nostre stesse case, arriva sempre quel momento in cui i profumi delle spezie mediorientali, quelli che fanno subito Natale, ci raggiungono, riscaldandoci ed avvolgendoci in una coccola con la loro magia.
Da noi (e in diverse regioni del Sud Italia) abbiamo il pisto, i Paesi anglofoni hanno l'allspice... e chissà quanti altri ce n'è, che parlano al cuore e alla memoria di ciascuno!

Quest'anno non vedevo l'ora di preparare una torta speziata, di quelle tradizionali (ricorderete che avevo già collaudato la mia versione alla zucca!), che riempisse la nostra casa già addobbata con i suoi meravigliosi profumi natalizi.
Mi si è presentata l'occasione sabato scorso, quando ciascun partecipante alla giornata spirituale di Avvento con la nostra comunità è stato invitato a portare qualcosa per i coffee break di cui avremmo goduto.
Beh, da quel sabato (di appena sei giorni fa) ho già replicato due volte questa ricetta! :°D

Soffice e densa al tempo stesso, profumata e dolce al punto giusto, che la crosticina di cioccolato bianco sopra ha il suo perché e anche più di uno...
Per me, questa torta vale assolutamente l'acquisto di quelle spezie che magari non avete in casa.
Tanto, fidatevi, non la preparerete una volta sola. ;-)

Questo dolce lo dedico alle persone con le quali l'ho condiviso per la prima volta e a quelle con le quali l'ho condiviso la terza. :)

La colazione di Edu e Chiara, felici per il trozito di torta
portato a casa dopo la cena della sera prima da noi!



SPICE CAKE
CON CIOCCOLATO BIANCO

dosi per una teglia da 24 cm di diametro

per la torta

235 g di farina "00"
225 di zucchero di canna integrale
75 g di zucchero semolato
200 g olio semi
200 g di latticello*
3 uova grandi
2 cucchiaini colmi di cannella in polvere
2 cucchiaini rasi di zenzero in polvere
2 cucchiaini rasi di allspice**
1 cucc.no colmo di lievito per dolci
1 cucc.no raso di bicarbonato
1 cuc.no raso di sale


per la copertura

150-200 g di cioccolato bianco
nocciole tostate o frutta secca a guscio a piacere
un pizzicotto di allspice o cannella


* Potete prepararlo da voi, miscelando 150 g di yogurt, 50 g di latte e qualche goccia di succo di limone. Lasciate inacidire a temperatura ambiente per 15-20 minuti prima di utilizzarlo nella ricetta.

** Se non lo trovate, potete sostituirlo con 1 cucchiaino raso di noce moscata e chiodi di garofano macinati.



Setacciate la farina e il lievito e miscelateli in una ciotola insieme al sale e alle spezie.
Tenete da parte.

In una ciotola capiente, sbattete i due tipi di zucchero con l'olio.
Inserite anche le uova, sempre sbattendo e uno alla volta; aspettate che il precedente sia statao completamente assorbito prima di inserire il successivo.
Inserite ora il latticello, in una o due volte, alternandolo con la miscela di polveri preparata in precedenza.

Versate l'impasto ottenuto nella teglia unta e infarinata. Cuocete in forno preriscaldato a 175° per 45 minuti (come sempre fa fede la prova dello stuzzicadenti; in questo caso, trattandosi di un impasto abbastanza umido, la cottura potrebbe richiedere più tempo).

Quando la torta è fredda, trasferitela su un piatto da portata e ricopritela con il cioccolato bianco che avrete fuso (io nel microonde, 2 minuti circa).
Decorate con pezzetti di frutta secca a piacere, lo spolvero di spezie e aspettate che la crosticina di cioccolato si solidifichi, prima di servire la vostra torta.

Buona festa dell'Immacolata Concezione e buon fine settimana a tutti!

2.12.19

Chips di cavolo nero



Chi mi conosce da tempo e le persone a me più vicine in generale sanno (per esperienza personale, dato che hanno assistito e assistono talvolta a scene che voi umani... ndr.) che ho una forma grave di dipendenza: quella dalle patatine in busta! 
Fritte, al forno, light, classiche, al formaggio, alla cipolla, rustiche, aromatizzate... in qualsiasi formato o gusto mi si presentino davanti agli occhi, non riesco a far a meno di mangiarne una dietro l'altra, e tanto sono contenta quando la busta o la ciotola rimane vuota. 
Con il tempo, fortunatamente, ho capito che ciò che più amo delle patatine in busta è la loro croccantezza (con tutto il rumore che ti ritrovi a fare quando le hai sotto ai denti compreso nel pacchetto). Perciò, che si tratti di patate o barbabietole, poco importa: basta che siano snack sfiziosi, asciutti e che facciano crock!

L'idea di trasformare le foglie di cavolo nero (per i più kale) in delle croccantissime sfoglie spezzafame non è mia: qualcuno prima di me ha avuto questo lampo di genio e, grazie al cielo, ha diffuso il verbo in rete, arrivando anche a me.
Perciò, quando ho ordinato la mia bella cesta di prodotti a Km 0, avevo ben chiaro cosa avrei fatto con il cavolo nero.

Queste chips di cavolo nero sono come le patatine in busta per quanto riguarda la dipendenza che creano in chi le mangia, con il vantaggio di essere però molto più salutari! 
Hanno un sapore leggermente amaro, a mio parere per nulla sgradevole; personalmente le ho condite solo con un minimo di olio e sale, ma sono certa che anche con diversi aromi e spezie risultino appetitose!
E anche con queste, se non vi leccate le dita godete solo a metà. ;-D


KALE CHIPS

per una ciotola

un mazzo di cavolo nero
un cucchiaino di olio extra vergine di oliva
un pizzicotto di sale



Separate le foglie dalla costa, tirandole dal basso verso l'alto. Buttate le coste e mettete le foglie via via tirate via in una ciotola con dell'acqua fredda.

Sciacquate e scolate bene le foglie e disponetele su una teglia.
Massaggiate delicatamente le foglie con l'olio, che vi sarete messi direttamente sul palmo della mano, e distribuitele sulla teglia in uno strato uniforme, evitando che si sovrappongano.
Prevedete una ulteriore infornata per le foglie che non riuscite a far stare nella prima teglia.



Spruzzatevi sopra il sale e cuocete a 190° per circa 5 minuti. Le foglie non devono bruciare e devono risultare sottili e croccanti.

29.11.19

Sartù... anarchico!




Mi piace chiamarlo così, questo timballo di riso in bianco, cotto nel microonde, semplice e povero di ingredienti quanto ricco di sapore e di macro (e micro) nutrienti!
Del resto se, in un tipo di cucina equilibrato, non ci facessimo aiutare da un po' di fantasia anche nel "ribattezzare" alcune pietanze, rischieremmo di far vacillare in fretta la volontà di non "sgarrare", no?!
Qui il riso non è di certo condito con il sugo del ragù, bensì con il merluzzo e gli spinaci cotti in padella.
Troppo triste? Niente affatto! Forse non sarà all'altezza di Sua Altezza Maria Carolina  ;-)  ma vi prometto che, se non amate il merluzzo o gli spinaci, questo piatto unico vi farà senz'altro dimenticare di star mangiando l'uno o l'altro! Approved by Rosario! :))

Anche questa ricetta è studiata per la rubrica a quattro mani Il sorriso vien mangiando... sano!, in collaborazione con la Nutrizionista Maria Rosaria Amoroso.
Ogni venerdì io, Raffaella, vi regalo una ricetta, e la nutrizionista, Maria Rosaria, i motivi per prepararla: ad ogni ricetta, la sua pagella nutrizionale!
Seguiteci e taggateci nelle foto delle vostre ricette salutari: le pubblicheremo sui nostri profili Facebook e Instagram per condividere con tutti le vostre creazioni... a prova di dieta sana!



TIMBALLO DI RISO, MERLUZZO E SPINACI

per una piccola teglia da 22x14 cm

140 g di riso a chicco lungo (o basmati)
200 g di filetti di merluzzo già puliti
300 g di spinaci (io surgelati)
20 g di albume d'uovo
20 g di olio extra vergine di oliva
uno spicchio d'aglio
20-30 g di pangrattato
prezzemolo tritato e/o altre erbe aromatiche a piacere
sale e pepe q.b.



Lessate il riso e scolatelo al dente.

In una padella antiaderente, scaldate metà dell'olio previsto dalla ricetta con mezzo spicchio d'aglio e unite gli spinaci.

Quando gli spinaci risulteranno ben asciutti, metteteli da parte e cuocete nella stessa padella il merluzzo, senza aggiungere olio.
Riducete il merluzzo a pezzetti, se necessario, perché cuocia in maniera più rapida e uniforme.

In una ciotola, radunate il riso, il merluzzo e gli spinaci sminuzzati, aggiungete gli altri 10 grammi di olio e insaporite con le erbe scelte, il sale e il pepe.

Quando il composto è quasi freddo, unite anche l'albume d'uovo.

Ungete leggermente il fondo della teglia con un velo d'olio (io uso un tovagliolo) e cospargetelo con metà del pangrattato.
Versate il composto nella teglia, schiacciatelo con il dorso del cucchiaio affinché si compatti in maniera omogenea e cospargete la superficie con il pangrattato rimasto.

Cuocete nel microonde per 4 minuti alla massima potenza / nel forno tradizionale per 10 minuti a 180°C (o comunque finché la superficie del timballo non risulterà dorata).